Stitichezza, cosa bere e cosa no

 

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La stitichezza o stipsi è un problema molto comune che affligge persone di tutte le età, dai più giovani agli anziani e si manifesta a causa di un rallentamento delle normali funzioni intestinali per fattori di svariata natura.

Nello specifico la stipsi è causata da una presenza eccessiva di acqua assorbita dal colon o dall'incapacità dello stesso di espellere le feci per via di contrazioni troppo lente: un'alterata motilità intestinale o l'assenza della peristalsi (la contrazione dell'intestino) non permette la normale fuoriuscita delle feci e si manifesta con la mancanza di stimolo alla defecazione.

La stitichezza può avere cause e origini differenti, legate principalmente a nervosismo e stress, abitudini alimentari scorrette, cure farmacologiche e antibiotiche protratte nel tempo. Anche se la stipsi può avere anche cause organiche legate a patologie diabete, gotta, diverticolite ecc,  tra le cause più comuni di stitichezza vi è anche la disidratazione, che può incidere notevolmente sul malessere intestinale.

Chi soffre di stitichezza accusa spesso sintomi come meteorismo e gonfiore addominale dovuti alle difficoltà di evacuazione: assumere una quantità sufficiente di liquidi aiuta a favorire la peristalsi intestinale e ad eliminare le scorie in eccesso prodotte dall'organismo.

Per aiutare l'intestino pigro è molto importante scegliere cosa bere e cosa no: non tutte le bevande infatti sono indicate per chi soffre di stipsi, è necessario scegliere accuratamente quelle che possono contribuire ad alleviare i principali fastidi della stitichezza in modo il più possibile naturale.

Ecco quali sono le principali bevande consigliate e quali evitare in caso di stitichezza.

 

 

Stitichezza: bevande consigliate a chi soffre di stipsi

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  1.  Acqua

L'acqua sicuramente si colloca al primo posto tra le bevande consigliate contro la stitichezza: per favorire l'evacuazione è necessario mantenere le feci il più possibile morbide, per questo è necessario bere a sufficienza soprattutto evitando di ricorrere a farmaci e metodi invasivi.

 

  1. Caffè

Il caffè è una bevanda che se assunta con moderazione può favorire la peristalsi e dunque aiutare il transito intestinale in modo del tutto naturale: in caso di stitichezza si consiglia l'assunzione di una tazzina di caffè bollente a stomaco vuoto che sia preparato da cialde o capsule (che trovate online su outletcaffe.it).

 

  1. Spremuta d'arancia

In caso di stitichezza può essere utile assumere una spremuta d'arancia, preferibilmente la mattina a colazione: la naringenina, sostanza presente negli agrumi, può avere notevoli benefici contro la stipsi.

 

  1. Yogurt

La stitichezza può essere spesso dovuta a disbiosi intestinale ossia ad un alterazione della flora batterica, che può essere curata attraverso l'assunzione di fermenti lattici, microorganismi capaci di rinforzare la nostra flora intestinale.

 

Per questo motivo chi soffre di stitichezza non dovrà dimenticare di assumere regolarmente yogurt e probiotici che agiscono efficacemente nel ripristinare l'equilibrio della flora microbica del nostro intestino.

 

Stitichezza: i lassativi naturali per combatterla

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Spesso e volentieri per combattere la stitichezza si ricorre ai lassativi, che da una parte facilitano l'evacuazione ma dall'altra aggrediscono le pareti intestinali peggiorandone nel tempo lo stato infiammatorio.

In natura esistono bevande molto efficaci che rappresentano una valida alternativa naturale ai lassativi, favorendo il transito intestinale e facilitando in modo non aggressivo l'evacuazione.

Si tratta per lo più di rimedi fai da te o di  bevande a base di erbe che è possibile preparare in pochissimo tempo e senza alcuna difficoltà, eccone alcune:

 

  • Succo di mela e olio d'oliva

Questa bevanda naturale è molto efficace contro la stipsi se assunta dopo i pasti, preferibilmente la sera prima di andare a dormire: per prepararla basta unire il succo di due mele con due cucchiai di olio d'oliva, otterrete una bevanda lassativa utile a favorire il transito intestinale.

 

  • Succo di prugna e miele

Prugna e mele si possono utilizzare per ottenere un preparato naturale contro la stitichezza: è sufficiente lasciare a bagno 6 prugne tutta la notte in una pentola di acqua bollente, poi la mattina togliete le prugne e bevete l'acqua dolcificandola con il miele.

 

  • Aloe vera

Anche il succo di aloe vera può essere un ottimo lassativo naturale: è possibile preparare una bevanda molto efficace contro la stitichezza mettendo a bollire qualche pezzo di aloe vera in acqua bollente, versando poi tutto in un contenitore ermetico si può riporre in frigo e consumare due volte alla settimana come rimedio efficace contro la stipsi.

 

  • Semi di lino e succo d'uva

Preparando un po' di succo con una tazza d'uva e due cucchiai di semi di lino in polvere è possibile ottenere una bevanda lassativa efficace contro la stitichezza, da consumare preferibilmente a digiuno e non oltre una settimana di seguito.

 

  • Bicarbonato

Anche un cucchiaino di bicarbonato diluito in un bicchiere d'acqua è un ottimo lassativo naturale contro la stipsi, soprattutto se ingerito la mattina a digiuno stimola la peristalsi intestinale.

 

 

Stitichezza: le bevande che fanno male

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Per combattere la stitichezza occorre fare attenzione a tutte quelle bevande che invece che alleviarne i sintomi e i fastidi non fanno altro che peggiorarli.

Per questo motivo oltre alle bevande che fanno bene al nostro intestino dovremmo essere in grado di riconoscere anche le bevande che fanno male e che dunque sarà bene limitare o eliminare del tutto in caso di stitichezza.

 

Ecco quali sono:

  • Cioccolata

Il cioccolato ha un effetto astringente sull'intestino a causa dell'elevata presenza di tannini: ad eccezione del cioccolato fondente che per la sua alta percentuale di magnesio può avere effetti positivi, tutte le altre bevande a base di cioccolato andrebbero evitate da chi soffre di stitichezza.

 

  • Bevande zuccherate o ghiacciate

Anche le bevande ad alto contenuto di zuccheri o troppo fredde possono peggiorare le condizioni di chi soffre di stitichezza in quanto causano irritazione alle pareti intestinali e provocano gonfiore.

 

  • Alcolici

Per questo motivo ovviamente anche l'alcool andrebbe evitato se si soffre di stitichezza: in particolare un consumo eccessivo di alcolici non fa altro che aggredire le pareti intestinali ostacolando l'assimilazione dei nutrienti fondamentali per l'organismo e generando anche un generale rallentamento del transito intestinale.

 

  • Latte

Un consumo eccessivo di latte può contribuire a peggiorare i disturbi legati alla stitichezza a causa dell'alto contenuto di grassi e di calcio che rallentano le normali funzionalità dell'intestino.

 

Sarebbe quindi opportuno limitare il più possibile il consumo di latticini o prediligere quelli a basso contenuto di lattosio o a base di soia.

Scegliere cosa bere e cosa no in caso di stitichezza aiuterà ad un miglioramento delle condizioni generali di chi soffre di questo disturbo, ma è sempre bene integrare questi accorgimenti in un quadro più generale che includerà anche attività fisica, abitudini alimentari corrette e stile di vita equilibrato.

Lassativi osmotici

 

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I lassativi sono medicinali per la stitichezza che servono ad accelerare l’evacuazione intestinale stimolando la motilità dell'intestino. Noti anche con il termine di purganti, possono essere di diversi tipi, a seconda del meccanismo d’azione: esistono, pertanto, lassativi di massa che aumentano il volume delle feci; lassativi irritanti o stimolanti, lubrificanti e lassativi osmotici che lavorano trattenendo acqua nel colon. In questo articolo ci occuperemo proprio di questi ultimi.

Esistono anche i lassativi naturali e la parola "naturale" non deve ingannarci in quanto vi sono numerosi preparati di origine non sintetica che hanno principi attivi ben più potenti di farmaci in commercio, pertanto è sempre bene far riferimento, prima di utilizzarli, al tuo medico curante.

C'è da dire che i lassativi sono utilizzati per diversi motivi, alcuni non proprio validi: c’è chi ricorre ai purganti per una reale esigenza o chi semplicemente per dimagrire. Attenzione quindi sempre all’uso che se ne fa.

 

 

I lassativi osmotici: cosa sono e come agiscono

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I lassativi osmotici sono così denominati perché sono contengono ioni e molecole che non sono facilmente assorbiti dall’intestino e quindi hanno bisogno di acqua per agire in maniera osmotica.

I più comuni sono quelli salini a base di magnesio, solfato o fosfato: maggiore è la loro azione osmotica e più aumenta la quantità di acqua che trattengono nell’intestino, favorendo la formazione di feci morbide o liquide.

Esistono, poi, i lassativi osmotici a base di zuccheri e di polialcoli che funzionano come quelli salini, ma in più subiscono processi di fermentazione da parte della flora batterica. Un esempio di questi purganti è il lattulosio che produce acido lattico che non viene assorbito dal colon e quindi richiama maggiormente acqua, dando alle feci una consistenza morbidissima in modo tale da facilitare l'espulsione. La glicerina è un altro lassativo osmotico che ha maggiore efficacia se assunto per via rettale. Altri purganti osmotici a base di zucchero sono la mannite, il tamarindo ed il sorbitolo. La mannite deve essere assunta disciolta in acqua calda o latte con un dosaggio che non deve superare i 30 grammi al giorno; è utilizzata per gli anziani e per i bambini e ha un sapore gradevole perché dolce. Note fin dall’antichità sono le proprietà lassative del tamarindo, una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose, ricco di vitamine e minerali. Il sorbitolo o glucitolo è uno zucchero e ha un effetto lassativo se assunto ogni giorno in quantità che superano i 40 grammi.

 

 

I lassativi osmotici: gli effetti indesiderati, controindicazioni

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Come in ogni cosa, l’eccesso non va mai bene. Pertanto, i lassativi osmotici vanno assunti in dosi non eccessive e soprattutto in maniera continuativa perché possono causare problemi renali o squilibri elettrolitici. Sono pressoché vietati e controndicati ai soggetti affetti da patologie ai reni. Ad alte dosi il paziente può percepire nausea e sensazioni di vomito. Generalmente i lassativi non andrebbero comunque somministrati a bambini ed anziani o solo sotto stretto controllo medico.

Come già anticipato l’uso continuativo di questi medicinali è fortemente sconsigliato perché alcuni pazienti sviluppano tolleranze nei confronti di queste sostanza; inoltre, l’accumulo di magnesio è pericoloso in chi soffre di insufficienza renale.

 

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La stitichezza è un problema molto comune: se è patologica, non è consigliato ricorrere ad automedicazione, ma è opportuno parlarne col proprio medico di famiglia o con cliniche convenzionate (come ad esempio riabilitazionegruppioni.it) che indagherà a fondo in maniera specialistica.

Stitichezza e pelle secca

 

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La stitichezza è un disturbo che riguarda la defecazione e consiste nella difficoltà di espellere regolarmente  le feci. E quando si parla di regolarità si parla almeno di 3 volte alla settimana. Questo è importante in quanto l’evacuazione può essere definita normale sia che avvenga tre volte al giorno che tre volte a settimana, il tutto dipende dall’apparato intestinale della persona.

La maggior parte delle volte, la stitichezza viene diagnosticata quando manca uno stimolo spontaneo e regolare alla defecazione o se sono necessari grandi sforzi per evacuare e se le feci sono poi dure, secche, piccole e difficili da espellere.

La stipsi è un sintomo, non una malattia che in primis sorge perchè la nostra alimentazione non è corretta, e dunque per lenire il sintomo (perché è importante sottolineare che la stipsi è sintomo e non malattia), bisogna capirne le cause, come prevenirlo e le eventuali terapie disponibili.

 

 

Perché viene la stitichezza

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La stitichezza si verifica se durante il suo funzionamento il colon assorbe troppa acqua, oppure se le contrazioni muscolari del colon avvengono lentamente tanto da indurire e seccare le feci che diventano più difficili da evacuare. Una carenza di fibre nella dieta quotidiana comporta maggiori rischi di soffrire di stipsi. E infatti le cause più frequenti della scarsa evacuazione sono una dieta povera di fibre o una dieta ricca di grassi.

Per chi è soggetto alla stitichezza è anche importante limitare la quantità di alimenti che contengono poche fibre o non ne contengono affatto, come i gelati, i formaggi, la carne e gli alimenti conservati.

Tra gli altri cambiamenti che potrebbero essere utili per curare e prevenire la costipazione, potrebbe essere utile bere acqua e altri liquidi in modo abbondante, come i succhi di frutta e di verdura o il brodo magro, in modo da non disidratarsi; è inoltre consigliabile fare esercizio fisico tutti i giorni e riservarsi il tempo sufficiente per andare in bagno.

È infine fondamentale non ignorare mai l’urgenza di andare in bagno.

 

La pelle secca in chi soffre di stipsi

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Tra le conseguenze della stitichezza potrebbe esserci una secchezza della pelle. Vero è che la nostra cute si secca e si screpola per i più svariati motivi, che vanno dalla stagione in cui ci troviamo, alle sostanze nutritive che riusciamo o non riusciamo ad apportare al nostro organismo attraverso la dieta, ma è vero anche che la stipsi rientra tra le cause più frequenti di pelle secca. È tutto dunque un filo conduttore, in quanto se gli alimenti che mangiamo possono comportare la stipsi o combatterla, automaticamente gli stessi andranno ad influenzare l’elasticità e la morbidezza della nostra pelle.

Quando la pelle è secca e disidratata automaticamente risulta screpolata e ruvida al tatto.  Contribuiscono a questo fastidioso sintomo le diete drastiche e molto squilibrate dal punto di vista della tabella nutrizionale.

 

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Se infatti c’è un apporto scarno di grassi, l’epidermide finisce con il diventare terribilmente svuotata, opaca e ruvida. Ovviamente questo è solo una conseguenza del fatto che ridurre l’apporto di determinate sostanze nutritive porta ad una secchezza del colon che produce feci dure da espellere. Il corpo è così costretto ad utilizzare i liquidi presenti e automaticamente la pelle si secca e screpola.

La morbidezza della pelle può dipende tanto da fattori esterni, ma in particolare  da fattori interni quali funzionalità epatica, renale ed intestinale.

Se digeriamo con difficoltà si creano situazioni di congestione sanguigna nella zona ventrale che hanno come conseguenza una diminuzione delle scorte sanguigne circolanti in zona periferica ed in zona esterna.

Ma quello che conta davvero è trovare il giusto equilibrio alimentare, evitando la stitichezza e, nel contempo, le carenze di acqua biologica con relativi micronutrienti.

 

 

Come combattere la pelle secca

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Per combattere la pelle secca in primis bisogna convertirsi ad una corretta alimentazione con l’assunzione di cibi capaci di favorire la naturale idratazione della nostra pelle. Bisogna poi assumere acidi grassi omega 3 e omega 6 mangiando del pesce, delle mandorle, delle noci e assumere moderate quantità di  olio.

Tali sostanze nutritive rafforzano le membrane cellulari e prevengono la riduzione delle perdite di acqua. Automaticamente diventa importantissimo assumere almeno 2 litri  di acqua al giorno, l’acqua stimola l’intestino alla sua regolarità di defecazione e di conseguenza rende la pelle visibilmente in salute.

L’acqua e le fibre, migliori alleati contro stipsi e secchezza della pelle, è possibile assumerli anche attraverso la giusta quantità di frutta e verdura come mele cetrioli pomodori kiwi etc.

Esistono ovviamente anche i giusti rimedi esterni per combattere la secchezza della pelle come maschere con cetrioli, buccia interna delle banane e anche avocado. Si può approfondire l'argomento anche spulciando online portali dedicati esclusivamente alla cura della pelle e non solo (come ad esempio benesserederma.it), la rete è ormai satura di consigli e suggerimenti per mantenere l'epidermide in buona salute.

Bisogna però tener presente che se il problema sta a monte è difficile combatterlo con una semplice maschera. Si deve arrivare al succo del problema, risolvere la stitichezza per ritrovare la salute intestinale e quella dell’epidermide.