Stitichezza e pelle secca

 

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La stitichezza è un disturbo che riguarda la defecazione e consiste nella difficoltà di espellere regolarmente  le feci. E quando si parla di regolarità si parla almeno di 3 volte alla settimana. Questo è importante in quanto l’evacuazione può essere definita normale sia che avvenga tre volte al giorno che tre volte a settimana, il tutto dipende dall’apparato intestinale della persona.

La maggior parte delle volte, la stitichezza viene diagnosticata quando manca uno stimolo spontaneo e regolare alla defecazione o se sono necessari grandi sforzi per evacuare e se le feci sono poi dure, secche, piccole e difficili da espellere.

La stipsi è un sintomo, non una malattia che in primis sorge perchè la nostra alimentazione non è corretta, e dunque per lenire il sintomo (perché è importante sottolineare che la stipsi è sintomo e non malattia), bisogna capirne le cause, come prevenirlo e le eventuali terapie disponibili.

 

 

Perché viene la stitichezza

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La stitichezza si verifica se durante il suo funzionamento il colon assorbe troppa acqua, oppure se le contrazioni muscolari del colon avvengono lentamente tanto da indurire e seccare le feci che diventano più difficili da evacuare. Una carenza di fibre nella dieta quotidiana comporta maggiori rischi di soffrire di stipsi. E infatti le cause più frequenti della scarsa evacuazione sono una dieta povera di fibre o una dieta ricca di grassi.

Per chi è soggetto alla stitichezza è anche importante limitare la quantità di alimenti che contengono poche fibre o non ne contengono affatto, come i gelati, i formaggi, la carne e gli alimenti conservati.

Tra gli altri cambiamenti che potrebbero essere utili per curare e prevenire la costipazione, potrebbe essere utile bere acqua e altri liquidi in modo abbondante, come i succhi di frutta e di verdura o il brodo magro, in modo da non disidratarsi; è inoltre consigliabile fare esercizio fisico tutti i giorni e riservarsi il tempo sufficiente per andare in bagno.

È infine fondamentale non ignorare mai l’urgenza di andare in bagno.

 

La pelle secca in chi soffre di stipsi

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Tra le conseguenze della stitichezza potrebbe esserci una secchezza della pelle. Vero è che la nostra cute si secca e si screpola per i più svariati motivi, che vanno dalla stagione in cui ci troviamo, alle sostanze nutritive che riusciamo o non riusciamo ad apportare al nostro organismo attraverso la dieta, ma è vero anche che la stipsi rientra tra le cause più frequenti di pelle secca. È tutto dunque un filo conduttore, in quanto se gli alimenti che mangiamo possono comportare la stipsi o combatterla, automaticamente gli stessi andranno ad influenzare l’elasticità e la morbidezza della nostra pelle.

Quando la pelle è secca e disidratata automaticamente risulta screpolata e ruvida al tatto.  Contribuiscono a questo fastidioso sintomo le diete drastiche e molto squilibrate dal punto di vista della tabella nutrizionale.

 

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Se infatti c’è un apporto scarno di grassi, l’epidermide finisce con il diventare terribilmente svuotata, opaca e ruvida. Ovviamente questo è solo una conseguenza del fatto che ridurre l’apporto di determinate sostanze nutritive porta ad una secchezza del colon che produce feci dure da espellere. Il corpo è così costretto ad utilizzare i liquidi presenti e automaticamente la pelle si secca e screpola.

La morbidezza della pelle può dipende tanto da fattori esterni, ma in particolare  da fattori interni quali funzionalità epatica, renale ed intestinale.

Se digeriamo con difficoltà si creano situazioni di congestione sanguigna nella zona ventrale che hanno come conseguenza una diminuzione delle scorte sanguigne circolanti in zona periferica ed in zona esterna.

Ma quello che conta davvero è trovare il giusto equilibrio alimentare, evitando la stitichezza e, nel contempo, le carenze di acqua biologica con relativi micronutrienti.

 

 

Come combattere la pelle secca

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Per combattere la pelle secca in primis bisogna convertirsi ad una corretta alimentazione con l’assunzione di cibi capaci di favorire la naturale idratazione della nostra pelle. Bisogna poi assumere acidi grassi omega 3 e omega 6 mangiando del pesce, delle mandorle, delle noci e assumere moderate quantità di  olio.

Tali sostanze nutritive rafforzano le membrane cellulari e prevengono la riduzione delle perdite di acqua. Automaticamente diventa importantissimo assumere almeno 2 litri  di acqua al giorno, l’acqua stimola l’intestino alla sua regolarità di defecazione e di conseguenza rende la pelle visibilmente in salute.

L’acqua e le fibre, migliori alleati contro stipsi e secchezza della pelle, è possibile assumerli anche attraverso la giusta quantità di frutta e verdura come mele cetrioli pomodori kiwi etc.

Esistono ovviamente anche i giusti rimedi esterni per combattere la secchezza della pelle come maschere con cetrioli, buccia interna delle banane e anche avocado. Si può approfondire l'argomento anche spulciando online portali dedicati esclusivamente alla cura della pelle e non solo (come ad esempio benesserederma.it), la rete è ormai satura di consigli e suggerimenti per mantenere l'epidermide in buona salute.

Bisogna però tener presente che se il problema sta a monte è difficile combatterlo con una semplice maschera. Si deve arrivare al succo del problema, risolvere la stitichezza per ritrovare la salute intestinale e quella dell’epidermide.

Stitichezza dopo intervento chirurgico: cause e rimedi

 

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Soffrire di stitichezza dopo un'operazione chirurgica è molto frequente. Oltre allo stress dovuto all'intervento operatorio, spesso il paziente deve affrontare un effetto collaterale piuttosto spiacevole, ossia la stipsi.

 

 

Stitichezza dopo intervento chirurgico: cause

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Le cause che provocano stitichezza dopo un intervento chirurgico sono molte.

Il motivo principale per cui il paziente è afflitto da stipsi dopo un'operazione sono i farmaci prescritti per alleviare il dolore.

Gli analgesici che il medico somministra prima e dopo la sala operatoria a volte provocano una riduzione della motilità intestinale, che causa alla persona stipsi da rallentato transito.

Anche l'anestesia è un fattore che può determinare un problema di costipazione. Il mix di farmaci contenuti nell'anestesia non solo fanno addormentare il paziente, ma gli paralizzano tutti i muscoli corporei. L'intestino avrà bisogno di un po' di tempo per recuperare la sua normale motilità.

Prima dell'intervento chirurgico in genere il paziente non può assumere cibo e nemmeno bere acqua. Il digiuno cui è sottoposta la persona influisce negativamente sul corretto funzionamento del suo intestino. La mancanza di liquidi dà origine a feci indurite, secche e più difficili da espellere. L'astinenza dal cibo poi si ripercuote sulla regolare attività del sistema digestivo.

Non di rado il paziente deve assumere antibiotici per il rischio di infezioni. La terapia antibiotica se da un lato protegge l'organismo dal pericolo di un'infezione, dall'altro altera la flora batterica e provoca stitichezza.

Durante la degenza in ospedale bisogna rispettare una dieta particolare, che quasi sempre si distacca dalle proprie abitudini alimentari. Questo cambio di alimentazione può avere effetti diretti sulla salute dell'intestino.

È risaputo che il movimento stimola il transito intestinale. La sedentarietà obbligata, cui è costretto molto spesso il paziente durante la convalescenza, va infine ad aggravare una condizione già critica.

Oltre alle cause fisiche, ce ne sono altre di natura psicologica da non sottovalutare. La poco intimità che vive la persona durante il ricovero, la stanchezza e l'ansia legate all'intervento chirurgico sono fattori che possono incidere notevolmente sul ciclo intestinale.

 

 

Stitichezza dopo intervento chirurgico: rimedi

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Quando si soffre di stitichezza post-chirurgica è possibile ricorrere a rimedi naturali per recuperare la regolarità dell'intestino. L'importante è non trascurare il problema. La stitichezza protratta a lungo può peggiorare di molto la condizione già faticosa del paziente.

I disturbi intestinali e il gonfiore di pancia vanno ad aggiungersi ai dolori post operatori, rendendo più penosa la convalescenza.

 

Alcuni semplici accorgimenti possono risolvere la situazione prima che si aggravi in maniera severa.

 

·      Bere molta acqua è fondamentale. Dopo un intervento chirurgico l'organismo ha bisogno di più liquidi per depurarsi. Che sia acqua o succhi di frutta naturali, l'importante è introdurre gradualmente liquidi, purché non siano a base di caffeina.

·      Migliorare la propria alimentazione, aggiungendo più fibre nella dieta come cereali integrali, verdura e frutta.

·      Ridurre gli alimenti che favoriscono la costipazione perché ricchi di zuccheri e grassi animali. Tra questi è bene evitare i cereali raffinati, le uova, tutti i latticini, le banane e i prodotti industriali.

·      Una moderata attività fisica può essere molto utile nel curare la stitichezza. Esclusi i casi in cui il paziente convalescente è costretto a letto, introdurre nella giornata una breve passeggiata può portare enormi benefici.

·      Qualora i rimedi naturali non risolvessero la stipsi si può ricorrere ai lassativi emollienti, che agiscono attirando acqua nell'intestino e rendendo così le feci più morbide e facili da espellere.

·      Se l'emolliente non allevia il problema in pochi giorni, si può ricorrere a un lassativo delicato che stimoli l'intestino a evacuare.

·      Nei casi in cui la stipsi è così ostinata da non scomparire con i rimedi più delicati, si può fare uso di supposte a base di glicerina. La glicerina è una sostanza che agisce sull'intestino retto contraendolo, e provocando lo stimolo a defecare. Può essere di aiuto utilizzare la supposta dopo aver preso un emolliente che ammorbidisca le feci, in modo tale da non provare dolore durante l'evacuazione.

·        Un'alternativa ai lassativi e alle supposte è il clistere. Nonostante risulti un metodo piuttosto invasivo e per questo non gradito, ha il beneficio di risolvere quasi sempre il problema. Prima di utilizzare questo rimedio però è indispensabile sentire il proprio medico, per assicurarsi che sia conciliabile con l'intervento subito.

 

 

Stitichezza dopo intervento chirurgico: la mente influisce

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Non riuscire a evacuare subito dopo un intervento chirurgico, anche in caso di chirurgia estetica (maggiori informazioni su ursochirurgiaestetica.it), è un fatto molto normale che non deve preoccupare.

Molto spesso quando il problema non scompare dopo pochi giorni, nonostante i rimedi adottati, è frequente reagire con  ansia.

Lo stress provato però non fa altro che peggiorare la condizione, rendendo più faticoso l'atto di andare in bagno.

Sarebbe opportuno non fissarsi sul problema ma piuttosto accettare il disturbo intestinale come parte integrante del percorso di convalescenza. E non forzare, perché potrebbe causare l'apertura dei punti di sutura e pregiudicare la guarigione.

Nel caso in cui la stitichezza dovesse persistere a lungo e aggravarsi diventa raccomandabile rivolgersi al proprio medico per evitare complicazioni spiacevoli.

Confetto Falqui, cos'è, a cosa serve, posologia, prezzo

 

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Il confetto Falqui è un medicinale molto diffuso commercializzato a partire dagli anni '80: ha una composizione abbastanza forte ed inoltre, può avere delle controindicazioni pur essendo di fatto un medicinale da banco. Viene utilizzato per combattere i problemi di stipsi, ma secondo alcuni studiosi è sconsigliato perché potrebbe comportare delle conseguenze nefaste se c'è un utilizzo prolungato di questa medicina.

Il confetto Falqui è una compressa rivestita che ha una serie di proprietà particolari. Alla base del confetto Falqui c'è il bisacodile, che è un principio attivo derivato dal difenilmetano. È un lassativo di contatto che aumenta l'apporto di acqua nelle feci e quindi fa transitare velocemente tutto quello che c'è nell'intestino. È chiaro che con questa procedura ci sarà una modifica della permeabilità della mucosa intestinale e ci potrebbe anche essere un rilascio delle prostaglandine. Si avrà una sorta di effetto osmotico. Con l'utilizzo di questo prodotto la mucosa libera elettroliti in grado di far defluire tutto quello che è rimasto bloccato all'interno dell'intestino.

 

 

A che cosa serve

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In caso di costipazione cronica, il confetto Falqui viene utilizzato in modo tale da riuscire a risolvere il problema velocemente. Questo prodotto garantisce una pulizia intestinale nelle fasi post chirurgiche e anche in quelle precedenti agli interventi, ma nei casi in cui si ha la necessità di effettuare degli esami radiologici e non si vuole fare un clistere, risulterà allo stesso modo prezioso. Il confetto aiuterà anche coloro che soffrono di emorroidi a defecare più facilmente.

Questo prodotto ha anche proprietà farmaco-cinetiche. Infatti, una volta che il principio attivo viene assunto per via orale si converte praticamente subito in enzimi intestinali e batterici, in modo tale da garantire un effetto immediato.

Funziona con un assorbimento di circa il 5% della dose e poi il prodotto viene eliminato con le urine. L'eliminazione avviene sotto forma di glucuronide. Si tratta di un metabolita escreto anche nella bile. Gli studi nel corso degli anni hanno manifestato opinioni discordanti rispetto all'utilizzo di questo farmaco.

 

La composizione del farmaco e la posologia

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Il confetto Falqui è composto da cellulosa microcristallina, amido pregelatinizzato, titanio diossido, talco, beenato di glicerolo, sorbitolo, saccarosio, etile ftalato, copolimero dell'acido metacrilico, gommalacca, trietilcitrato, 16002, macrogol 6000. È indicato per vari tipi di problemi.

Per quanto riguarda la posologia ed il modo di somministrazione, i confetti Falqui si può dire che sono ideali per risolvere i problemi intestinali. I bambini che hanno meno di 10 anni devono utilizzare questo medicinale solo sotto il controllo medico e in caso di un'età inferiore oppure pari a 2 anni, è fortemente sconsigliato l'uso dei confetti Falqui. Chi ha più di 10 anni e quindi sia bambini che adulti possono utilizzare una o massimo due compresse al giorno prima di andare a letto. I bambini di età compresa tra i due ed i 10 anni possono utilizzare una sola compressa al giorno prima di andare a dormire. In questo modo si avrà la possibilità di liberare l'intestino attraverso l'evacuazione facile di feci molli entro dieci o dodici ore. Prima di iniziare una cura bisognerà capire qual è l'effetto sul proprio corpo e quindi iniziare con la dose minima e poi successivamente capire come fare. È importante non superare mai la dose massima consigliata ed inoltre, queste compresse è importante deglutirle intere. Devono essere somministrate dopo la cena e l'effetto lassativo si avrà circa dopo 10 ore, quindi senza disturbare il sonno. Vanno ingerite con l'uso di acqua abbondante e anche una dieta ricca di liquidi sarà in grado di aiutarne l'effetto.

 

 

Controindicazioni dei confetti Falqui

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Coloro che sono ipersensibili al principio attivo dei confetti di Falqui non dovrebbero utilizzarli. Anche chi soffre di dolori addominali e vomito, nausea, addome chirurgico acuto, sanguinamento rettale, grave stato di disidratazione, gastroenterite, appendicite, non dovrebbero fare uso di questo prodotto. Durante la gravidanza e l'allattamento o in età pediatrica l'uso dei confetti Falqui è sconsigliato. E' bene anche rendersi conto come un abuso di lassativi di questo tipo possa essere pericoloso per il corpo. Il medicinale infatti va utilizzato solo dopo il consulto medico e talvolta bisogna anche fare attenzione all'uso prolungato che potrebbe essere dannoso per l'organismo.

Infine, è bene sottolineare come i confetti Falqui e quindi il loro principio attivo (bisacodile) siano anche in grado di interagire con gli altri farmaci perché l'evacuazione delle sostanze all'interno dell'intestino  sarà più veloce: ciò potrebbe compromettere l'assorbimento.

Inoltre gli effetti indesiderati più comuni riguardano la presenza di diarrea e dolore addominale, nonché anche reazioni anafilattiche, disidratazione, vertigini, nausea, fastidio anorettale. In caso di sovradosaggio si potrebbero perdere liquidi in eccesso e questo potrebbe essere rischioso per l'organismo.

 

Confetti Falqui, prezzo e dove acquistarli

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È possibile comprare i confetti Falqui spendendo una cifra di circa 5 o 6€ per 20 compresse da 5 mg. Queste pillole si trovano praticamente ovunque, sia in farmacia che in para-farmacia. È possibile anche acquistare questo prodotto direttamente in rete facendovelo consegnare a casa vostra (come ad esempio su farmaciacavalieri.it). E' bene però sempre fare attenzione al suo utilizzo e soprattutto è da usare soltanto con la stretta sorveglianza ed il controllo medico.