Stitichezza e farmaci

 

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Ci sono farmaci che curano la stipsi o stitichezza e altri che la possono provocare anche solo con i loro effetti collaterali, come quelli per alleviare il dolore, la tosse, gli spasmi o ancora gli antiepilettici, gli antidepressivi e le medicine contro il Parkinson.

Per tale motivo prima di assumere farmaci per la stitichezza, è bene verificare se siano davvero necessari ed attendere la diagnosi del medico. I lassativi non sono necessari, ad esempio, quando non si evacua ogni giorno.

L’assunzione non necessaria, eccessiva, smodata e sregolata di questi farmaci potrebbero spingere l’intestino ad adattarsi ed a richiedere costantemente la somministrazione degli stessi per funzionare normalmente, mentre l’abuso di lassativi può generare ipocalcemia.

Questo tipo di farmaci curano il disturbo, non la causa della stipsi che potrebbe associarsi ad alcune patologie o disturbi.

Innanzitutto, è fondamentale seguire una dieta ricca di fibre, bere 2 litri d’acqua al giorno, fare attività fisica.

 

 

E’ bene ricorrere ai farmaci per la stitichezza nei seguenti casi:

  • Lo sforzo durante la defecazione è tale da peggiorare una patologia come l’angina oppure aumenta il rischio di sanguinamento rettale o comparsa di emorroidi;

  • La stitichezza è accompagnata da infezioni batteriche e, in questo caso, i farmaci sono un valido supporto per eliminare rapidamente gli agenti patogeni;

  • Prima di sottoporsi a determinati esami diagnostici (colonscopia) o ad interventi chirurgici;

  • La stitichezza indotta da determinati farmaci.

 

Stipsi iatrogena

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I casi in cui si parla di stipsi iatrogena (stitichezza indotta da farmaci) vanno sempre posti all'attenzione del medico curante. E in ogni caso prima di assumere qualsiasi farmaco per la cura della stitichezza serve una diagnosi perché non sempre serve arrivare ad assumere prodotti specifici per combattere un'irregolarità intestinale che può avere cause diverse da quelle fisiche, magari psicosomatiche o comunque legate a situazioni di particolare stress e nervosismo. In questo casa basterebbe regolarizzare l'alimentazione con una dieta maggiormente ricca di fibre e con pasti il più regolari possibili.

 

Quando usare i farmaci per la stitichezza

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I farmaci contro la stipsi generalmente agiscono riducendo l'assorbimento dell'acqua permettendo una maggiore idratazione del contenuto del colon, oppure ancora stimolando la motilità della muscolatura del colon, o infine bloccando l'inibizione alla motilità.

Occorre sempre fare attenzione anche all'assuefazione che il nostro corpo può facilmente subire perché nel caso in cui i farmaci contro la stitichezza siano utilizzati in maniera non corretta ed eccessiva possono portare ad una sorta di crisi d'astinenza quando invece dovremmo tornare alla normalità.

In ogni caso i farmaci contro la stipsi vanno utilizzati (e quindi prescritti) quando lo sforzo per l'evacuazione può acutizzare una patologia, quando la difficoltà di evacuazione aumenta le probabilità di sanguinamento rettale (le classiche emorroidi) prima di interventi chirurgici o esami diagnostici come la colonscopia, in caso di stitichezza associata ad infezioni batteriche oppure indotta da farmaci.

 

Farmaci stitichezza: quelli più comuni

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Al di là dei lassativi classici, in alcuni casi si possono utilizzare gli anticolinesterasici che favoriscono la peristalsi, anche se possono provocare effetti collaterali di tipo gastro-intestinale. Tra i più diffusi troviamo la neostigmina che si assume per iniezione intramuscolare o endovenosa lenta oppure ancora in compresse per bocca e agisce al massimo in 30 minuti. In alcuni casi possono aiutare i lassativi salini, indicati nel trattamento della stitichezza occasionale o prima di un intervento chirurgico al colon. Sono composti da fosfati, idrossido di magnesio e sodio citrato. Andiamo adesso più nello specifico nel prossimo paragrafo dove distinguero ben sei classi di farmaci per la stipsi.

 

Farmaci stitichezza: categorie

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Quando risulta necessario ricorrere ai lassativi, è bene scegliere tra 6 classi di farmaci stitichezza in base alla gravità della stipsi, alle condizioni di salute ed alla risposta del paziente.

I lassativi svuotano interamente il colon che dovrà, in seguito, riempirsi e ritrovare lo stimolo della defecazione: i due giorni successivi all’assunzione non si avvertirà il bisogno di evacuare, quindi non confondete questo effetto con la stipsi.

I farmaci stitichezza sono disponibili in compresse, bustine, liquidi (gocce, sciroppi), tisane, marmellata, tavolette, supposte o clisteri e possono, generalmente, essere acquistati senza prescrizione medica.

Le 6 categorie di lassativi sono: lassativi di volume, osmotici, irritanti di contatto ed emollienti/lubrificanti, anticolinesterasici e salini.

Scopriamoli uno ad uno nei prossimi paragrafi.

 

Lassativi di volume (o di massa)

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Accrescono il volume della massa fecale nell’intestino per facilitare la peristalsi e permettere l’evacuazione aiutandosi con una buona quantità di acqua per evitare l’ostruzione intestinale.

Sono a base di fibre alimentari (come la crusca), medicinali di origine naturale (psyllium) o sintetica (come cellulosa modificata o policarbofil).

L’effetto non è immediato, agiscono in un lasso di tempo che va da 12 a 72 ore e sono indicati per quei pazienti che non assumono sufficienti quantità di fibre con l’alimentazione.

Le fibre alimentari, è bene ricordarlo, non sono consigliate in caso di colite, colon irritabile e meteorismo.

 

Potrete scegliere tra:

  • Fucus, un’alga marina.

  • Metilcellulosa, buono anche come emolliente: si assumono 2 tavolette da 1 grammo 6 volte al giorno con acqua abbondante.

  • Gomma Sterculia (Normacol, ad esempio): 2-4 bustine al giorno ognuna delle quali contiene 6,1 grammi di gomma sterculia.

  • Semi di Psillio (Fibrolax, ad esempio) per via orale: 3,5 grammi dopo i pasti 2-3 volte al giorno per 2-3 giorni.

  • Integratori di fibre (come Psyllogel, Benefibra) per uso orale.

 

 

Lassativi osmotici

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Trattengono l’acqua per, poi, rilasciarla nell’intestino ammorbidendo le feci e favorendo l’evacuazione (mannitolo, idrossido di magnesio, lattulosio e sali fosfati di sodio).

Possono agire trattenendo l’acqua oppure modificando la distribuzione dei liquidi nelle feci.

Per il massimo dell’efficacia, è importante bere molto per evitare il rischio (raro) di blocchi intestinali.

 

Potrete scegliere tra:

  • Lattulosio (come Duphalac, Epalfen, Normase, Laevolac, Portolac) iniziando con un minimo di 15 ml di soluzione al 62-74% due volte al giorno.

  • Macrogol (come Isocolan, Movicol, Moviprep, Selg Esse, Paxabel) con dosi da stabilire con il medico a seconda del soggetto.

 

Lassativi irritanti di contatto

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Sono i più usati, agiscono irritando le pareti dell’intestino per aumentarne la motilità e stimolare l’evacuazione (senna, olio di ricino, rabarro).

Vengono somministrati, in genere, la sera per fare effetto il mattino seguente.

Non sono salutari perché possono causare contrazioni e spasmi addominali dolorosi e l’abuso può portare il colon a perdere la sua capacità di contrazione naturale (colon atonico).

I farmaci stitichezza di contatto sono chiamati anche antrachinoni e non sono consigliati per la cura dell’ostruzione intestinale.

Oltre ai farmaci che vi elenchiamo di seguito, si possono assumere: cascara, olio di ricino, frangula, aloe, rabarbaro e Tamarine marmellata.

 

Potrete scegliere tra:

  • Bisacodile (come Dulcolax, Stixenil, Alaxa) da assumere per via orale 5-10 mg la sera oppure per via rettale 5 mg alla mattina in forma di supposte (agiscono più rapidamente).

  • Senna (come Agiolax, Xprep, Pursennid, Falquilax) che agisce in 8-12 ore. E’ disponibile in polvere e solvente (soluzione orale), vanno assunti 1-2 cucchiaini alla sera.

  • Sodio psicosolfato (Guttalax) in gocce.

  • Docusato sodico (come Sorbiclis, Marcolax) da assumere per via orale 500 mg al giorno (massimo), meglio se in dosi frazionate

 

Lassativi emollienti/lubrificanti

Si possono assumere per via orale o rettale in forma di supposte, hanno il compito di ammorbidire le feci per favorire l’evacuazione (glicerina, olio di vaselina).

L’abuso di questi lassativi possono ridurre l’assorbimento di fosforo, calcio, altri preziosi minerali ed alcune vitamine. Sono indicati nei casi di emorroidi e ragadi derivanti da stitichezza.

 

Potrete scegliere tra:

  • Paraffina liquida (come Lacrilube, Paraf L BIN), il prodotto principale di questa categoria, da assumere con dosaggio di 10-30 ml se necessario.

  • Glicerina (come le supposte di glicerina San Pellegrino) in forma di clismi, con dosaggio di 5-6 grammi per via rettale oppure in forma di supposta da 2-3 grammi se necessario.

  • Olio di arachidi in forma di clismi.

 

Lassativi anticolinesterasici (o parasimpaticomimetici)

Questi farmaci per la stipsi accrescono l’attività del sistema parasimpatico nell’apparato digerente stimolando la peristalsi. Non sono i più usati e presentano diversi effetti collaterali di tipo gastrointestinale.

 

Potrete scegliere tra:

  • Betanecolo (come Myocholine) usato anche per svuotare la vescica, ad effetto procinetico lieve. Si assume per via orale con dosaggio di 10-50 mg 3 volte al giorno.

  • Neostigmina (come Prostigmina) in fiale da 1 ml per iniezione intramuscolare/endovenosa oppure in compresse per via orale.

  • In associazione all’iniezione è possibile applicare un clistere dopo 30 minuti per facilitare il transito intestinale.

 

Lassativi salini

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Sono farmaci per la stitichezza consigliati per uso occasionale, prima di effettuare esami radiologici all’intestino o prima di un intervento chirurgico che interessa il colon per pulire completamente l’intestino.

 

Potrete scegliere tra:

  • Fosfati (come Sod Fos Sof Clisma, Sod Fos Zet Clisma) con posologia stabilita dal medico.

  • Idrossido di magnesio (come Maalox, Magnesia) per un rapido svuotamento intestinale, in forma di polvere per sospensione orale da 90 gr di attivo su 100 gr di farmaco. Va assunto 1 cucchiaino con abbondante acqua al mattino. L’abuso può causare coliche.

  • Sodio citrato (come Novilax, Biochetasi), 2 compresse effervescenti tre volte al giorno con acqua.

 

Controindicazioni

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I farmaci per la stitichezza non vanno somministrati ai bambini di età inferiore a 6 anni se non prescritti dal pediatra.

Sono controindicati anche per le donne in gravidanza in quanto possono causare contrazioni uterine. In genere, sono considerati sicuri nel periodo dell’allattamento ma alcuni elementi potrebbero passare nel latte causando diarrea nel neonato.

Non sono indicati neanche per soggetti con patologie infiammatorie intestinali e con patologie renali.

 

Effetti collaterali

L’utilizzo eccessivo e prolungato dei farmaci per la stitichezza può provocare i seguenti effetti collaterali:

  • Forti crampi addominali;

  • Sangue nelle feci e sanguinamento rettale;

  • Mal di pancia,

  • Debolezza,

  • Stanchezza anomala,

  • Vertigini.

Stitichezza ed erboristeria

 

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La stitichezza è dovuta ad un rallentamento dell'espulsione delle feci. È associata alla difficoltà e alla rarità d'espulsione, che invece dovrebbe essere regolare e quasi giornaliera. Si puo' soffrire di stitichezza a tutte le età: bambini, ragazzi, adulti, anziani; non vi è distinzione. Va precisato che non si tratta di una malattia, ma di una specifica sintomatologia temporanea.
Solitamente è sufficiente avere dei piccoli accorgimenti per quanto riguarda la dieta: parecchie fibre, bere tanta acqua, mangiare frutta fresca, carote, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles. Però puo' accadere che queste attenzioni non bastino. Ci sono, infatti, diversi livelli di gravità: si va da una stitichezza che dura pochi giorni e si puo' tranquillamente curare con dei lassativi naturali e non aggressivi; ad una stitichezza cronica, dove l'uso di lassativi forti è sconsigliato e non basta qualche piccolo accorgimento.

 

 

Cause della stitichezza

La principali cause sono la mancanza di una dieta corretta ed equilibrata, l'interruzione della normle routine, poca attività fisica e quindi una vita sedentaria, la disidratazione; ma la stitichezza puo' presentarsi anche soltanto per via dell'età avanzata o dopo una gravidanza. È necessario individuare la causa specifica, al fine di utilizzare il rimedio adatto e non creare ultieriori danni.

 

Stitichezza: I rimedi d'erboristeria

I principali rimedi, oltre a una dieta corretta, più attività fisica, una routine stabile e bere tanti liquidi, sono i lassativi. Se si vuole ottenere un lieve effetto, basta assumere dei lassativi meccanici, che aumentano il volume delle feci e svolgono la medesima funzione delle fibre nella dieta. Si tratta di lassativi naturali, prodotti di erboristeria. Come si ottiene questo effetto? Perchè le piante da cui vengono prodotti i lassativi meccanici contengono un'alevata percentuale di mucillagini, le quali trattengono l'acqua e aumentano il volume delle feci, stimolando le pareti intestinali in conseguenza all'aumento del volume fecale: è una conseguenza meccanica, ecco perchè si chiamano "lassativi meccanici". Le piante utilizzate a questo scopo sono tante, ma le più famose sono: Malva, semi di Psillio e Lino, Glucomannaro, radici di Altea. Se queste piante, poi, si associano ad altre come con proprietà coleretiche e colagoghe (che servono a stimolare la bile e renderla più abbondante nel fegato), si ottengono dei rimedi ancora più efficaci. Queste piante sono il Tarassaco, il Boldo e la Cicoria.
Ci sono poi le piante che hanno lo scopo di ridurre i gonfiori addominali: Finocchio, Cumino e Coriandolo.
Nei casi in cui si fosse in presenza di una stipsi (stitichezza) più ostinata, il mondo vegetale ha altre soluzioni che possono giungere in nostro soccorso. A questo scopo è necessario ricorrere a piante che contengano dei principi attivi più forti e stimolanti allo stesso tempo. Si tratta delle cosiddette "droghe antrachinoniche", quali la Senna, la Frangula, il Rabarbaro e l'Aloe, che favoriscono lo svuotamento.

 

 

Anche in questo caso se queste piante si associano a quelle precedentemente elencate, si avranno sicuramente dei risultati ancora più efficienti, soprattutto perchè si utilizzerebbero dosi ridotte di antrachinoni, prodotti troppo drastici che a lungo andare potrebbero risultare irritanti. Bisogna infatti limitarsi ad un uso saltuario, seppur costante allo stesso tempo per mantenere il più possibile stabili le funzioni intestinali.
Queste erbe si possono assumere sottoforma di tisane, decotti o di prodotti già in compresse. Sarà l'erborista di riferimento a decidere quale si addice di più al caso specifico.

Stitichezza negli anziani

 

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Che cos'è la stitichezza? Viene definita come il disturbo della defecazione, ovvero la difficoltà di espellere le feci dall'intestino. Di norma una regolare espulsione dovrebbe verificarsi almeno 3 volte a settimana, quindi chi soffre di stitichezza non riesce ad espellere regolarmente le proprie feci. C'è chi pensa di soffrirne poichè non si scarica tutti i giorni, ma l'espulsione è molto soggettiva: c'è chi va regolarmente tutti i giorni e chi va, invece, solo 2 o 3 volte a settimana: dipende da quanto siamo soliti andare in bagno.

 

 

Stitichezza negli aziani

Questo disturbo è molto diffuso soprattutto tra donne e anziani, ma può manifestarsi anche tra le gestanti e in seguito al parto o ad operazioni chirurgiche. Capita, però, a tutti prima o poi di soffrire di stitichezza: solitamente ciò deriva da una dieta non equilibrata. Va sottolineato che la stitichezza, o stipsi, non è una malattia, ma un sintomo; quindi non ci si ammala di stitichezza.
Il rimedio più utilizzato sono i lassativi, che si comprano facilmente in farmacia e sono il metodo più veloce; ma è necessario capire con precisione le cause, ai fini di utilizzare il rimedio più adatto.

 

Stitichezza negli aziani: le cause

In questo caso potrebbe essere interessante capire il funzionamento dell'intestino. Quando ingeriamo gli alimenti, questi sono pieni di acqua; il colon allora trattiene l'acqua e forma le feci tramite delle contrazioni intestinali. Queste verranno poi spinte verso il retto ed espulse sottoforma di solidi, poichè ormai l'acqua è stata assorbita. Si tratta del normale funzionamento. Quando, invece, si soffre di stitichezza accadono due cose: o il colon ha trattenuto troppa acqua oppure i movimenti delle pareti sono troppo lenti, causando l'eccessiva permanenza delle feci nel retto, che si solidificano e si seccano.
Tra le cause più frequenti troviamo: mancanza di attività fisica (soprattutto negli anziani), disidratazione, poca fibra nella dieta, sindrome del colon arritabile (colite), interruzione della routine quotidiana, viaggi, ignorare l'esigenza di andare in bagno, abuso di lassativi.

 

Stitichezza negli aziani: I sintomi

Viene diagnosticata la stitichezza, quando vi è difficoltà nell'avere una defecazione regolare, quando le feci sono dure e secche e di dimensioni molto piccole, quando si è in presenza di forti dolori addominali. Quando le persone stitiche vanno in bagno provano sforzo nel fare le feci, gonfiore addominale e pancia piena.

 

Stitichezza negli aziani: I rimedi

Il rimedio giusto va trovato in relazione alla causa, alla gravità e alla durata della stitichezza. Nella maggior parte dei casi, però, il primo rimedio adottato è la modifica della dieta giornaliera e qualche attenzione in più nel mantenere la propria routine, senza troppi stravolgimenti.
Per quanto riguarda la dieta, basta inserire una quantità sufficiente di fibre (tra i 20 e i 35 gr al giorno). Gli alimenti che contengono fibre sono: cereali integrali, frutta fresca, legumi, cavoletti di Bruxelles, cavoli, asparagi. È importante tenersi sempre molto idratati, al fine di avere delle feci morbide e non fare fatica nell'espulsione; fare attività fisica ogni giorno e riservarsi il tempo per andare in bagno. Mai ignorare l'urgenza di andare ai servizi.

 

 

Stitichezza negli aziani: Prevenire è meglio che curare

Andando in là con l'età, si sa, è fondamentale prendersi cura di sè, poichè si è più fragili e deboli.
Per evitare che una persona anziana soffra di stitichezza è assolutamente ed indubbiamente importante la prevenzione. Prevenire è meglio di curare.
È consigliata una dieta ricca di fibre, per garantire una facile evacuazione delle feci; attività fisica, dalla deambulazione quotidiana alle passeggiate; è importante essere sempre idratati, per facilitare l'espulsione ed evitare la secchezza delle feci. L'anziano, quindi, deve fare particolare attenzione a questi aspetti.
Se i sintomi, una volta adottati questi accorgimenti, dovessero permanere allora la stitichezza potrebbe essere collegata all'assunzione di farmaci particolari o ad un disfunzionamento dall'apparato pelvico.