Stitichezza o Stipsi

 

stitichezzaStitichezza.biz vuole essere un portale online dedicato al problema della stitichezza. Si prefigge lo scopo di fornire al pubblico internauta tutte le informazioni necessarie per conoscere e riconoscere il disturbo.

La stitichezza o stipsi, è un disordine dell’attività motoria intestinale, estremamente diffuso specialmente nei paesi industrializzati. Si tratta di uno dei disturbi gastrointestinali più frequenti, ne soffrono mediamente circa 13 milioni di italiani. In Italia ben 9 milioni di donne sono afflitte dalla stipsi, contro 4 milioni di uomini. Nella popolazione adulta la stitichezza tende ad interessare maggiormente gli over 65 ed i soggetti di sesso femminile, anche e soprattutto durante la gestazione.
C’è una notevole sproporzione fra l’elevato numero di soggetti che soffre di stipsi ed il basso numero di pazienti visitati presso apposite strutture specialistiche. Ciò è riconducibile, in gran parte, alla tendenza all’autogestione del problema, spesso ricorrendo ad un consumo eccessivo di
lassativi.

 

 

Definizione

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La stitichezza è una condizione non patologica (un sintomo o un disturbo, non una malattia) in cui l’emissione di feci risulta scarsa, poco frequente: si associa ad un rallentamento del transito nel colon-retto, l’ultimo tratto dell’intestino, con meno di 3 evacuazioni settimanali, feci disidratate ed eccessivamente compatte.

Una definizione precisa di stitichezza, in realtà non esiste, in quanto la frequenza delle evacuazioni che determina una regolarità intestinale rappresentano parametri soggettivi. L’evacuazione può essere definita normale sia se avviene 3 volte al giorno sia se si verifica tre volte alla settimana, a seconda del soggetto. Come già anticipato colpisce soprattutto gli over 65, ma anche le gestanti, le partorienti,  le donne durante il periodo mestruale, i neonati o chi è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

 

Sintomi della stitichezza

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Quali sono i sintomi della stitichezza? Parallelamente alle cause, i sintomi della stitichezza possono essere numerosi, diversi, soggettivi.

I Sintomi della stitichezza variano da persona a persona. In genere si crede che la stipsi implichi un unico sintomo, ossia la riduzione della frequenza delle evacuazioni e del volume delle feci. In realtà la stitichezza è contraddistinta da più sintomi, alcuni dei quali poco riconoscibili.

Si parla di stitichezza se la persona ha avuto almeno due dei sintomi elencati sopra per 12 settimane non per forza consecutive.

 

La stipsi è sostanzialmente un disturbo legato alla defecazione e consiste nella difficoltà di liberare l’intestino espellendo i prodotti di scarto, ossia le feci. La costipazione si manifesta con una sensibile riduzione della frequenza delle evacuazioni e del volume delle feci, dolore e gonfiore addominale, meteorismo e difficoltà ad evacuare. La stipsi è un sintomo, non una malattia, e nella maggior parte dei casi è temporanea e non grave.

 

I più comuni sono:

  • Difficoltà nell’evacuazione;

  • Feci dure, scure, nastriformi e di notevole consistenza che rendono difficile l’espulsione;

  • Gonfiore addominale e pesantezza;

  • Sensazione di ostruzione intestinale;

  • Evacuazioni settimanali inferiori a 2.

 

A questi sintomi sono associabili mal di testa, malessere generale, affaticamento, irritabilità.

 

Cause della stitichezza

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I cibi ingeriti attraversano l’intestino crasso, altresì noto come colon, e quest’ultimo assorbe i liquidi presenti, formando i prodotti di scarto, ovverosia le feci, che le contrazioni muscolari muoveranno verso il retto. Quando le feci raggiungono il retto si presentano solide, in quanto la maggior parte dell’acqua è stata assimilata. La stitichezza si verifica quando l’intestino crasso assorbe troppa acqua o le contrazioni muscolari sono eccessivamente deboli, e, di conseguenza, le feci si muovono con lentezza, indurendosi e seccandosi.

Tra le cause più frequenti della stitichezza abbiamo la carenza di fibre nella dieta, scarsa attività fisica, specialmente negli anziani, la sindrome del colon irritabile, cambiamenti nella routine quotidiana, come la gravidanza ed i viaggi, ignorare l’urgenza di andare in bagno, disidratazione e problemi di funzionalità dell’intestino.

Le causa più frequente della costipazione è riconducibile ad una dieta povera di fibre o a contenuto eccessivamente alto di grassi, che troviamo nei formaggi, nella carne e nelle uova. Le fibre, sia solubili che insolubili, si trovano nella verdura, nella frutta e nei cereali integrali che il corpo umano non è in grado di assimilare.

Le fibre solubili si sciolgono nell’acqua ed assumono una consistenza gelatinosa all’interno dell’intestino, mentre le fibre insolubili percorrono l’intestino restando praticamente intatte. Il volume e la consistenza morbida delle fibre sono indispensabili per evitare che i prodotti di scarto diventino duri, secchi e difficili da espellere. I liquidi consentono che le feci presenti nel colon abbiano una massa maggiore, si ammorbidiscano e siano più facili da espellere.

Chi soffre di stipsi dovrebbe pertanto provare a bere più acqua ogni giorno. Da evitare, invece, le bevande zuccherate, gassate ed a base di caffeina, che possono sortire l’effetto contrario, causando disidratazione, così come gli alcolici.

 

Le cause più frequenti risultano essere:

  • Alterazioni ormonali:

  • Ansia, stress, ritmi frenetici;

  • Anoressia;

  • Celiachia;

  • Colite;

  • Problemi al colon e al retto;

  • Costipazione cronica idiopatica (ovvero problemi di funzionalità intestinale);

  • Dieta dimagrante o regime alimentare povero di fibre;

  • Diabete;

  • Emorroidi;

  • Diverticolite;

  • Assunzione di farmaci (antidolorifici, antispastici, antidepressivi, integratori di ferro, diuretici, antiacidi, farmaci per la pressione e, paradossalmente, anche i lassativi se utilizzati in modo scorretto);

  • Gravidanza;

  • Ipotiroidismo;

  • Ragadi;

  • Malattie o disturbi specifici (tra cui ictus, sclerosi multipla, disturbi neurologici, morbo di Parkinson, lesioni al midollo spinale, ipotiroidismo, uremia);

  • Irritabilità:

  • Disidratazione;

  • Sindrome del colon irritabile;

  • Sedentarietà.

 

 

Stitichezza: cambiamento delle abitudini quotidiane

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Uno dei disturbi più comuni durante la gravidanza è l’intestino pigro, ne soffre almeno l’80% delle gestanti. La stitichezza è dovuta alla dislocazione uterina, ai cambiamenti ormonali ed all’aumento del progesterone. Tali cambiamenti determinano un rallentamento della peristalsi intestinale ed un maggior riassorbimento di liquidi nell’ultimo tratto intestinale, che contribuisce ad indurire le feci. A ciò si accompagna uno stile di vita generalmente più tranquillo ed una minore attività fisica durante la gravidanza, che contribuiscono alla comparsa di questo disturbo.
Si può soffrire di stitichezza anche quando si viaggia, a causa dei cambiamenti della dieta, della routine e, talvolta, del fuso orario.
Anche l’invecchiamento può avere effetti negativi sulla regolarità intestinale, poiché il rallentamento del metabolismo indebolisce l’intestino e ne determina una diminuzione del tono muscolare.

 

Stitichezza: ignorare lo stimolo ed evacuare

costipazioneSe si tende ad ignorare l’urgenza di defecare, magari perché non si vogliono utilizzare i servizi quando ci si trova fuori casa, perché sono sotto stress emotivo o perché semplicemente non si ha tempo, si finirà per non avvertirne più il bisogno e ciò può portare alla stitichezza. È importante non rimandare l'evacuazione.  

 

Problemi della funzionalità intestinale

Esistono due forme di stipsi, quella idiopatica e quella sintomatica. Nella stipsi idiopatica il sintomo non è espressione di malattia organica, mentre in quella sintomatica il disturbo è inserito in un quadro più vasto di fenomeni patologici. La stitichezza idiopatica, la più diffusa, è spesso inserita in un quadro funzionale tipico, ossia la sindrome del colon irritabile. La stipsi sintomatica si manifesta invece contestualmente a malattie intestinali, megacolon tossico e tumori maligni, così come peritoniti acute, coliche biliari e renali, appendiciti, disturbi ginecologici e lesioni neurologiche.
 

Dieta anti-stitichezza

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Una dieta con un apporto di almeno 20 grammi di fibre al giorno aiuta l’organismo ad espellere feci ben formate ed adeguatamente morbide. Tra gli alimenti ricchi di fibre abbiamo i legumi, la crusca ed i cereali integrali, la frutta fresca e le verdure come cavoli, carote, asparagi e cavoletti di Bruxelles.

Chi tende a soffrire di stitichezza dovrebbe limitare il consumo di cibi che non contengono fibre o ne contengono poche, come gelati, cioccolato, formaggi e carne. È inoltre utile bere molta acqua ed altri liquidi come i succhi di frutta e di verdura o il brodo magro.

 

Cure

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Prima di assumere farmaci, è necessario consultarsi con il proprio medico e fare i dovuti accertamenti per arrivare ad una diagnosi. Spesso, si assumono lassativi contro la stitichezza anche quando non serve.

In realtà, i lassativi non sono indicati soltanto perché non si hanno evacuazioni giornaliere regolari.

Ricordate che l’abuso dei lassativi porta l’intestino ad abituarsi, ad adattarsi fino a richiedere costantemente questi farmaci. A lungo andare, una somministrazione eccessiva di lassativi può causare ipocalcemia.

Considerando che la stipsi, spesso, cela dietro un semplice sintomo patologie e disturbi primari, i farmaci consigliati possono curare il disturbo ma non la causa principale.

Non trascuriamo anche il fatto che una dieta povera (o troppo ricca) di fibre può rendere difficoltosa l’evacuazione ed incide notevolmente sulla stitichezza.

 

I farmaci lassativi si rivelano particolarmente necessari nei seguenti casi:

  • La difficoltà ad evacuare aumenta il rischio di sindrome emorroidaria (sanguinamento rettale);

  • La stipsi è associata ad infezioni batteriche (in tal caso, i lassativi eliminano i patogeni più rapidamente);

  • Lo sforzo nel tentativo di evacuare acutizza patologie come l’angina;

  • Prima di sottoporsi ad interventi chirurgici o esami diagnostici come la colonscopia;

  • La stipsi è causata da farmaci.

 

 

Tipologie di lassativi

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Chi soffre di stitichezza lieve non necessita di lassativi. Allorché pur seguendo una dieta più ricca di fibre ed aver cambiato stile di vita siate ancora afflitti dalla stitichezza, consultate un medico, che qualora necessario vi consiglierà lassativi o microclisteri per un breve periodo.
I lassativi per uso orale sono in commercio in compresse, in polvere, in granuli idrosolubili ed in forma liquida.

Gli integratori di fibre, come Psyllogel® e Benefibra®, aumentano la massa delle feci ed assorbono l’acqua presente nell’intestino, ammorbidendo le feci.

Gli stimolanti, come Agiolax®, Pursennid® e Dulcolax®, causano invece contrazioni ritmiche dell’intestino.

I lassativi osmotici, come Laevolac® e Portolac®, modificano il passaggio dei liquidi all’interno del colon, facendo distendere l’intestino. 

Ci sono poi i lassativi lubrificanti, che fanno muovere le feci nell’intestino con maggior facilità, i lassativi salini, che attraggono l’acqua nel colon per facilitare il passaggio delle feci, e gli attivatori dei canali del cloro, che aumentano l’idratazione e la motilità intestinale favorendo il transito delle feci e contribuendo ad attenuare i sintomi della costipazione.

 

Terapie farmacologica

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In base alla gravità della stitichezza ed alle condizioni di salute del paziente, il medico potrà prescrivere farmaci appartenenti alle seguenti classi (quelle maggiormente utilizzate):

  • Antrachinoni (lassativi di contatto) che stimolano la motilità intestinale seppure non siano consigliabili per curare l’ostruzione intestinale ed abbiano effetti collaterali come crampi addominali;

  • Senna (come Agiolax, Xprep, Pursennid, Falquilax) che agisce in 8-12 ore, disponibile in polvere e solvente da assumere per via orale (1-2 cucchiaini la sera);

  • Bisacodile (come Stixenil, Dulcolax, Alaxa) che agisce nell’arco di 10-12 ore, da assumere per via orale o sottoforma di supposte (che agiscono in 20-60 minuti);

  • Docusato sodico (come Sorbiclis, Macrolax) da assumere per via orale.

 

Prevenzione e rimedi naturali

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Una corretta alimentazione, ad alto contenuto di verdure, frutta fresca, pane integrale e cereali, è la prima strategia da adottare per prevenire la stitichezza.

Un’abbondante assunzione di liquidi (specialmente tisane e decotti e infusi) permette di mantenere le feci morbide, facilitandone l’espulsione ed una costante attività fisica è altrettanto importante per mantenere un adeguato tono della muscolatura intestinale. Rimedi efficaci possono essere anche alcuni lassativi naturali che agiscono però in maniera direttamente proporzionale agli effetti indesiderati, stiamo parlando di aloe vera, senna, cascara, frangola e rabarbaro. Qui potete approfondire l'argomento: lassativi naturali. Vi consigliamo di leggere anche un articolo dove enunciamo 25 rimedi naturali per combattere la stitichezza. Scoprirete 20 alimenti anti stipsi come l'acqua di cocco, la frutta secca, la liquirizia e l'uvetta e 5 consigli fondamentali da osservare per debellare il problema dalla radice.

 

Biofeedback

In caso di stitichezza cronica causata da disfunzioni ano-rettali, si può ricorrere al biofeedback allo scopo di allenare i muscoli che controllano il transito intestinale.

Un sensore controlla l’attività muscolare che viene visualizzata tramite computer per una diagnosi approfondita della funzionalità organica: il fisioterapista usa queste informazioni per insegnare al paziente come ‘rieducare’ i muscoli per il corretto funzionamento di contrazioni e rilassamenti necessari alla regolare evacuazione.

 

Complicazioni

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Specie negli anziani, la stitichezza può generare la formazione di fecalomi (masse addominali derivanti da accumulo di feci) responsabili di occlusioni intestinali.

Può anche provocare emorroidi, fistole anali e, a lungo andare, anche prolasso della mucosa anale e comparsa di infezioni.

In caso di emorroidi e prolasso della mucosa anale, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

 

Consigli

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Si raccomanda di fare un’abbondante colazione per favorire lo svuotamento mattutino naturale, di bere circa 2 litri di acqua al giorno e di assumere giornalmente 30 grammi di fibre vegetali (legumi, frumento, crusca, cereali integrali, frutta fresca, verdure come asparagi, cavoletti di Bruxelles, cavoli e carote).

Sarebbe bene limitare (o evitare) cioccolato, carne, formaggi elaborati, riso, fegato e derivati della farina raffinata.

Praticare un’attività fisica regolare favorisce la motilità intestinale. Non ignorate mai l’urgenza di andare in bagno.

Stitichezza, cosa bere e cosa no

 

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La stitichezza o stipsi è un problema molto comune che affligge persone di tutte le età, dai più giovani agli anziani e si manifesta a causa di un rallentamento delle normali funzioni intestinali per fattori di svariata natura.

Nello specifico la stipsi è causata da una presenza eccessiva di acqua assorbita dal colon o dall'incapacità dello stesso di espellere le feci per via di contrazioni troppo lente: un'alterata motilità intestinale o l'assenza della peristalsi (la contrazione dell'intestino) non permette la normale fuoriuscita delle feci e si manifesta con la mancanza di stimolo alla defecazione.

La stitichezza può avere cause e origini differenti, legate principalmente a nervosismo e stress, abitudini alimentari scorrette, cure farmacologiche e antibiotiche protratte nel tempo. Anche se la stipsi può avere anche cause organiche legate a patologie diabete, gotta, diverticolite ecc,  tra le cause più comuni di stitichezza vi è anche la disidratazione, che può incidere notevolmente sul malessere intestinale.

Chi soffre di stitichezza accusa spesso sintomi come meteorismo e gonfiore addominale dovuti alle difficoltà di evacuazione: assumere una quantità sufficiente di liquidi aiuta a favorire la peristalsi intestinale e ad eliminare le scorie in eccesso prodotte dall'organismo.

Per aiutare l'intestino pigro è molto importante scegliere cosa bere e cosa no: non tutte le bevande infatti sono indicate per chi soffre di stipsi, è necessario scegliere accuratamente quelle che possono contribuire ad alleviare i principali fastidi della stitichezza in modo il più possibile naturale.

Ecco quali sono le principali bevande consigliate e quali evitare in caso di stitichezza.

 

 

Stitichezza: bevande consigliate a chi soffre di stipsi

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  1.  Acqua

L'acqua sicuramente si colloca al primo posto tra le bevande consigliate contro la stitichezza: per favorire l'evacuazione è necessario mantenere le feci il più possibile morbide, per questo è necessario bere a sufficienza soprattutto evitando di ricorrere a farmaci e metodi invasivi.

 

  1. Caffè

Il caffè è una bevanda che se assunta con moderazione può favorire la peristalsi e dunque aiutare il transito intestinale in modo del tutto naturale: in caso di stitichezza si consiglia l'assunzione di una tazzina di caffè bollente a stomaco vuoto che sia preparato da cialde o capsule (che trovate online su outletcaffe.it).

 

  1. Spremuta d'arancia

In caso di stitichezza può essere utile assumere una spremuta d'arancia, preferibilmente la mattina a colazione: la naringenina, sostanza presente negli agrumi, può avere notevoli benefici contro la stipsi.

 

  1. Yogurt

La stitichezza può essere spesso dovuta a disbiosi intestinale ossia ad un alterazione della flora batterica, che può essere curata attraverso l'assunzione di fermenti lattici, microorganismi capaci di rinforzare la nostra flora intestinale.

 

Per questo motivo chi soffre di stitichezza non dovrà dimenticare di assumere regolarmente yogurt e probiotici che agiscono efficacemente nel ripristinare l'equilibrio della flora microbica del nostro intestino.

 

Stitichezza: i lassativi naturali per combatterla

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Spesso e volentieri per combattere la stitichezza si ricorre ai lassativi, che da una parte facilitano l'evacuazione ma dall'altra aggrediscono le pareti intestinali peggiorandone nel tempo lo stato infiammatorio.

In natura esistono bevande molto efficaci che rappresentano una valida alternativa naturale ai lassativi, favorendo il transito intestinale e facilitando in modo non aggressivo l'evacuazione.

Si tratta per lo più di rimedi fai da te o di  bevande a base di erbe che è possibile preparare in pochissimo tempo e senza alcuna difficoltà, eccone alcune:

 

  • Succo di mela e olio d'oliva

Questa bevanda naturale è molto efficace contro la stipsi se assunta dopo i pasti, preferibilmente la sera prima di andare a dormire: per prepararla basta unire il succo di due mele con due cucchiai di olio d'oliva, otterrete una bevanda lassativa utile a favorire il transito intestinale.

 

  • Succo di prugna e miele

Prugna e mele si possono utilizzare per ottenere un preparato naturale contro la stitichezza: è sufficiente lasciare a bagno 6 prugne tutta la notte in una pentola di acqua bollente, poi la mattina togliete le prugne e bevete l'acqua dolcificandola con il miele.

 

  • Aloe vera

Anche il succo di aloe vera può essere un ottimo lassativo naturale: è possibile preparare una bevanda molto efficace contro la stitichezza mettendo a bollire qualche pezzo di aloe vera in acqua bollente, versando poi tutto in un contenitore ermetico si può riporre in frigo e consumare due volte alla settimana come rimedio efficace contro la stipsi.

 

  • Semi di lino e succo d'uva

Preparando un po' di succo con una tazza d'uva e due cucchiai di semi di lino in polvere è possibile ottenere una bevanda lassativa efficace contro la stitichezza, da consumare preferibilmente a digiuno e non oltre una settimana di seguito.

 

  • Bicarbonato

Anche un cucchiaino di bicarbonato diluito in un bicchiere d'acqua è un ottimo lassativo naturale contro la stipsi, soprattutto se ingerito la mattina a digiuno stimola la peristalsi intestinale.

 

 

Stitichezza: le bevande che fanno male

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Per combattere la stitichezza occorre fare attenzione a tutte quelle bevande che invece che alleviarne i sintomi e i fastidi non fanno altro che peggiorarli.

Per questo motivo oltre alle bevande che fanno bene al nostro intestino dovremmo essere in grado di riconoscere anche le bevande che fanno male e che dunque sarà bene limitare o eliminare del tutto in caso di stitichezza.

 

Ecco quali sono:

  • Cioccolata

Il cioccolato ha un effetto astringente sull'intestino a causa dell'elevata presenza di tannini: ad eccezione del cioccolato fondente che per la sua alta percentuale di magnesio può avere effetti positivi, tutte le altre bevande a base di cioccolato andrebbero evitate da chi soffre di stitichezza.

 

  • Bevande zuccherate o ghiacciate

Anche le bevande ad alto contenuto di zuccheri o troppo fredde possono peggiorare le condizioni di chi soffre di stitichezza in quanto causano irritazione alle pareti intestinali e provocano gonfiore.

 

  • Alcolici

Per questo motivo ovviamente anche l'alcool andrebbe evitato se si soffre di stitichezza: in particolare un consumo eccessivo di alcolici non fa altro che aggredire le pareti intestinali ostacolando l'assimilazione dei nutrienti fondamentali per l'organismo e generando anche un generale rallentamento del transito intestinale.

 

  • Latte

Un consumo eccessivo di latte può contribuire a peggiorare i disturbi legati alla stitichezza a causa dell'alto contenuto di grassi e di calcio che rallentano le normali funzionalità dell'intestino.

 

Sarebbe quindi opportuno limitare il più possibile il consumo di latticini o prediligere quelli a basso contenuto di lattosio o a base di soia.

Scegliere cosa bere e cosa no in caso di stitichezza aiuterà ad un miglioramento delle condizioni generali di chi soffre di questo disturbo, ma è sempre bene integrare questi accorgimenti in un quadro più generale che includerà anche attività fisica, abitudini alimentari corrette e stile di vita equilibrato.

Lassativi osmotici

 

lassativi-osmotici

I lassativi sono medicinali per la stitichezza che servono ad accelerare l’evacuazione intestinale stimolando la motilità dell'intestino. Noti anche con il termine di purganti, possono essere di diversi tipi, a seconda del meccanismo d’azione: esistono, pertanto, lassativi di massa che aumentano il volume delle feci; lassativi irritanti o stimolanti, lubrificanti e lassativi osmotici che lavorano trattenendo acqua nel colon. In questo articolo ci occuperemo proprio di questi ultimi.

Esistono anche i lassativi naturali e la parola "naturale" non deve ingannarci in quanto vi sono numerosi preparati di origine non sintetica che hanno principi attivi ben più potenti di farmaci in commercio, pertanto è sempre bene far riferimento, prima di utilizzarli, al tuo medico curante.

C'è da dire che i lassativi sono utilizzati per diversi motivi, alcuni non proprio validi: c’è chi ricorre ai purganti per una reale esigenza o chi semplicemente per dimagrire. Attenzione quindi sempre all’uso che se ne fa.

 

 

I lassativi osmotici: cosa sono e come agiscono

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I lassativi osmotici sono così denominati perché sono contengono ioni e molecole che non sono facilmente assorbiti dall’intestino e quindi hanno bisogno di acqua per agire in maniera osmotica.

I più comuni sono quelli salini a base di magnesio, solfato o fosfato: maggiore è la loro azione osmotica e più aumenta la quantità di acqua che trattengono nell’intestino, favorendo la formazione di feci morbide o liquide.

Esistono, poi, i lassativi osmotici a base di zuccheri e di polialcoli che funzionano come quelli salini, ma in più subiscono processi di fermentazione da parte della flora batterica. Un esempio di questi purganti è il lattulosio che produce acido lattico che non viene assorbito dal colon e quindi richiama maggiormente acqua, dando alle feci una consistenza morbidissima in modo tale da facilitare l'espulsione. La glicerina è un altro lassativo osmotico che ha maggiore efficacia se assunto per via rettale. Altri purganti osmotici a base di zucchero sono la mannite, il tamarindo ed il sorbitolo. La mannite deve essere assunta disciolta in acqua calda o latte con un dosaggio che non deve superare i 30 grammi al giorno; è utilizzata per gli anziani e per i bambini e ha un sapore gradevole perché dolce. Note fin dall’antichità sono le proprietà lassative del tamarindo, una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose, ricco di vitamine e minerali. Il sorbitolo o glucitolo è uno zucchero e ha un effetto lassativo se assunto ogni giorno in quantità che superano i 40 grammi.

 

 

I lassativi osmotici: gli effetti indesiderati, controindicazioni

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Come in ogni cosa, l’eccesso non va mai bene. Pertanto, i lassativi osmotici vanno assunti in dosi non eccessive e soprattutto in maniera continuativa perché possono causare problemi renali o squilibri elettrolitici. Sono pressoché vietati e controndicati ai soggetti affetti da patologie ai reni. Ad alte dosi il paziente può percepire nausea e sensazioni di vomito. Generalmente i lassativi non andrebbero comunque somministrati a bambini ed anziani o solo sotto stretto controllo medico.

Come già anticipato l’uso continuativo di questi medicinali è fortemente sconsigliato perché alcuni pazienti sviluppano tolleranze nei confronti di queste sostanza; inoltre, l’accumulo di magnesio è pericoloso in chi soffre di insufficienza renale.

 

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La stitichezza è un problema molto comune: se è patologica, non è consigliato ricorrere ad automedicazione, ma è opportuno parlarne col proprio medico di famiglia o con cliniche convenzionate (come ad esempio riabilitazionegruppioni.it) che indagherà a fondo in maniera specialistica.