Stitichezza o Stipsi

 

stitichezzaStitichezza.biz vuole essere un portale online dedicato al problema della stitichezza. Si prefigge lo scopo di fornire al pubblico internauta tutte le informazioni necessarie per conoscere e riconoscere il disturbo.

La stitichezza o stipsi, è un disordine dell’attività motoria intestinale, estremamente diffuso specialmente nei paesi industrializzati. Si tratta di uno dei disturbi gastrointestinali più frequenti, ne soffrono mediamente circa 13 milioni di italiani. In Italia ben 9 milioni di donne sono afflitte dalla stipsi, contro 4 milioni di uomini. Nella popolazione adulta la stitichezza tende ad interessare maggiormente gli over 65 ed i soggetti di sesso femminile, anche e soprattutto durante la gestazione.
C’è una notevole sproporzione fra l’elevato numero di soggetti che soffre di stipsi ed il basso numero di pazienti visitati presso apposite strutture specialistiche. Ciò è riconducibile, in gran parte, alla tendenza all’autogestione del problema, spesso ricorrendo ad un consumo eccessivo di
lassativi.

 

 

Definizione

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La stitichezza è una condizione non patologica (un sintomo o un disturbo, non una malattia) in cui l’emissione di feci risulta scarsa, poco frequente: si associa ad un rallentamento del transito nel colon-retto, l’ultimo tratto dell’intestino, con meno di 3 evacuazioni settimanali, feci disidratate ed eccessivamente compatte.

Una definizione precisa di stitichezza, in realtà non esiste, in quanto la frequenza delle evacuazioni che determina una regolarità intestinale rappresentano parametri soggettivi. L’evacuazione può essere definita normale sia se avviene 3 volte al giorno sia se si verifica tre volte alla settimana, a seconda del soggetto. Come già anticipato colpisce soprattutto gli over 65, ma anche le gestanti, le partorienti,  le donne durante il periodo mestruale, i neonati o chi è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

 

Sintomi della stitichezza

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Quali sono i sintomi della stitichezza? Parallelamente alle cause, i sintomi della stitichezza possono essere numerosi, diversi, soggettivi.

I Sintomi della stitichezza variano da persona a persona. In genere si crede che la stipsi implichi un unico sintomo, ossia la riduzione della frequenza delle evacuazioni e del volume delle feci. In realtà la stitichezza è contraddistinta da più sintomi, alcuni dei quali poco riconoscibili.

Si parla di stitichezza se la persona ha avuto almeno due dei sintomi elencati sopra per 12 settimane non per forza consecutive.

 

La stipsi è sostanzialmente un disturbo legato alla defecazione e consiste nella difficoltà di liberare l’intestino espellendo i prodotti di scarto, ossia le feci. La costipazione si manifesta con una sensibile riduzione della frequenza delle evacuazioni e del volume delle feci, dolore e gonfiore addominale, meteorismo e difficoltà ad evacuare. La stipsi è un sintomo, non una malattia, e nella maggior parte dei casi è temporanea e non grave.

 

I più comuni sono:

  • Difficoltà nell’evacuazione;

  • Feci dure, scure, nastriformi e di notevole consistenza che rendono difficile l’espulsione;

  • Gonfiore addominale e pesantezza;

  • Sensazione di ostruzione intestinale;

  • Evacuazioni settimanali inferiori a 2.

 

A questi sintomi sono associabili mal di testa, malessere generale, affaticamento, irritabilità.

 

Cause della stitichezza

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I cibi ingeriti attraversano l’intestino crasso, altresì noto come colon, e quest’ultimo assorbe i liquidi presenti, formando i prodotti di scarto, ovverosia le feci, che le contrazioni muscolari muoveranno verso il retto. Quando le feci raggiungono il retto si presentano solide, in quanto la maggior parte dell’acqua è stata assimilata. La stitichezza si verifica quando l’intestino crasso assorbe troppa acqua o le contrazioni muscolari sono eccessivamente deboli, e, di conseguenza, le feci si muovono con lentezza, indurendosi e seccandosi.

Tra le cause più frequenti della stitichezza abbiamo la carenza di fibre nella dieta, scarsa attività fisica, specialmente negli anziani, la sindrome del colon irritabile, cambiamenti nella routine quotidiana, come la gravidanza ed i viaggi, ignorare l’urgenza di andare in bagno, disidratazione e problemi di funzionalità dell’intestino.

Le causa più frequente della costipazione è riconducibile ad una dieta povera di fibre o a contenuto eccessivamente alto di grassi, che troviamo nei formaggi, nella carne e nelle uova. Le fibre, sia solubili che insolubili, si trovano nella verdura, nella frutta e nei cereali integrali che il corpo umano non è in grado di assimilare.

Le fibre solubili si sciolgono nell’acqua ed assumono una consistenza gelatinosa all’interno dell’intestino, mentre le fibre insolubili percorrono l’intestino restando praticamente intatte. Il volume e la consistenza morbida delle fibre sono indispensabili per evitare che i prodotti di scarto diventino duri, secchi e difficili da espellere. I liquidi consentono che le feci presenti nel colon abbiano una massa maggiore, si ammorbidiscano e siano più facili da espellere.

Chi soffre di stipsi dovrebbe pertanto provare a bere più acqua ogni giorno. Da evitare, invece, le bevande zuccherate, gassate ed a base di caffeina, che possono sortire l’effetto contrario, causando disidratazione, così come gli alcolici.

 

Le cause più frequenti risultano essere:

  • Alterazioni ormonali:

  • Ansia, stress, ritmi frenetici;

  • Anoressia;

  • Celiachia;

  • Colite;

  • Problemi al colon e al retto;

  • Costipazione cronica idiopatica (ovvero problemi di funzionalità intestinale);

  • Dieta dimagrante o regime alimentare povero di fibre;

  • Diabete;

  • Emorroidi;

  • Diverticolite;

  • Assunzione di farmaci (antidolorifici, antispastici, antidepressivi, integratori di ferro, diuretici, antiacidi, farmaci per la pressione e, paradossalmente, anche i lassativi se utilizzati in modo scorretto);

  • Gravidanza;

  • Ipotiroidismo;

  • Ragadi;

  • Malattie o disturbi specifici (tra cui ictus, sclerosi multipla, disturbi neurologici, morbo di Parkinson, lesioni al midollo spinale, ipotiroidismo, uremia);

  • Irritabilità:

  • Disidratazione;

  • Sindrome del colon irritabile;

  • Sedentarietà.

 

 

Stitichezza: cambiamento delle abitudini quotidiane

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Uno dei disturbi più comuni durante la gravidanza è l’intestino pigro, ne soffre almeno l’80% delle gestanti. La stitichezza è dovuta alla dislocazione uterina, ai cambiamenti ormonali ed all’aumento del progesterone. Tali cambiamenti determinano un rallentamento della peristalsi intestinale ed un maggior riassorbimento di liquidi nell’ultimo tratto intestinale, che contribuisce ad indurire le feci. A ciò si accompagna uno stile di vita generalmente più tranquillo ed una minore attività fisica durante la gravidanza, che contribuiscono alla comparsa di questo disturbo.
Si può soffrire di stitichezza anche quando si viaggia, a causa dei cambiamenti della dieta, della routine e, talvolta, del fuso orario.
Anche l’invecchiamento può avere effetti negativi sulla regolarità intestinale, poiché il rallentamento del metabolismo indebolisce l’intestino e ne determina una diminuzione del tono muscolare.

 

Stitichezza: ignorare lo stimolo ed evacuare

costipazioneSe si tende ad ignorare l’urgenza di defecare, magari perché non si vogliono utilizzare i servizi quando ci si trova fuori casa, perché sono sotto stress emotivo o perché semplicemente non si ha tempo, si finirà per non avvertirne più il bisogno e ciò può portare alla stitichezza. È importante non rimandare l'evacuazione.  

 

Problemi della funzionalità intestinale

Esistono due forme di stipsi, quella idiopatica e quella sintomatica. Nella stipsi idiopatica il sintomo non è espressione di malattia organica, mentre in quella sintomatica il disturbo è inserito in un quadro più vasto di fenomeni patologici. La stitichezza idiopatica, la più diffusa, è spesso inserita in un quadro funzionale tipico, ossia la sindrome del colon irritabile. La stipsi sintomatica si manifesta invece contestualmente a malattie intestinali, megacolon tossico e tumori maligni, così come peritoniti acute, coliche biliari e renali, appendiciti, disturbi ginecologici e lesioni neurologiche.
 

Dieta anti-stitichezza

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Una dieta con un apporto di almeno 20 grammi di fibre al giorno aiuta l’organismo ad espellere feci ben formate ed adeguatamente morbide. Tra gli alimenti ricchi di fibre abbiamo i legumi, la crusca ed i cereali integrali, la frutta fresca e le verdure come cavoli, carote, asparagi e cavoletti di Bruxelles.

Chi tende a soffrire di stitichezza dovrebbe limitare il consumo di cibi che non contengono fibre o ne contengono poche, come gelati, cioccolato, formaggi e carne. È inoltre utile bere molta acqua ed altri liquidi come i succhi di frutta e di verdura o il brodo magro.

 

Cure

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Prima di assumere farmaci, è necessario consultarsi con il proprio medico e fare i dovuti accertamenti per arrivare ad una diagnosi. Spesso, si assumono lassativi contro la stitichezza anche quando non serve.

In realtà, i lassativi non sono indicati soltanto perché non si hanno evacuazioni giornaliere regolari.

Ricordate che l’abuso dei lassativi porta l’intestino ad abituarsi, ad adattarsi fino a richiedere costantemente questi farmaci. A lungo andare, una somministrazione eccessiva di lassativi può causare ipocalcemia.

Considerando che la stipsi, spesso, cela dietro un semplice sintomo patologie e disturbi primari, i farmaci consigliati possono curare il disturbo ma non la causa principale.

Non trascuriamo anche il fatto che una dieta povera (o troppo ricca) di fibre può rendere difficoltosa l’evacuazione ed incide notevolmente sulla stitichezza.

 

I farmaci lassativi si rivelano particolarmente necessari nei seguenti casi:

  • La difficoltà ad evacuare aumenta il rischio di sindrome emorroidaria (sanguinamento rettale);

  • La stipsi è associata ad infezioni batteriche (in tal caso, i lassativi eliminano i patogeni più rapidamente);

  • Lo sforzo nel tentativo di evacuare acutizza patologie come l’angina;

  • Prima di sottoporsi ad interventi chirurgici o esami diagnostici come la colonscopia;

  • La stipsi è causata da farmaci.

 

 

Tipologie di lassativi

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Chi soffre di stitichezza lieve non necessita di lassativi. Allorché pur seguendo una dieta più ricca di fibre ed aver cambiato stile di vita siate ancora afflitti dalla stitichezza, consultate un medico, che qualora necessario vi consiglierà lassativi o microclisteri per un breve periodo.
I lassativi per uso orale sono in commercio in compresse, in polvere, in granuli idrosolubili ed in forma liquida.

Gli integratori di fibre, come Psyllogel® e Benefibra®, aumentano la massa delle feci ed assorbono l’acqua presente nell’intestino, ammorbidendo le feci.

Gli stimolanti, come Agiolax®, Pursennid® e Dulcolax®, causano invece contrazioni ritmiche dell’intestino.

I lassativi osmotici, come Laevolac® e Portolac®, modificano il passaggio dei liquidi all’interno del colon, facendo distendere l’intestino. 

Ci sono poi i lassativi lubrificanti, che fanno muovere le feci nell’intestino con maggior facilità, i lassativi salini, che attraggono l’acqua nel colon per facilitare il passaggio delle feci, e gli attivatori dei canali del cloro, che aumentano l’idratazione e la motilità intestinale favorendo il transito delle feci e contribuendo ad attenuare i sintomi della costipazione.

 

Terapie farmacologica

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In base alla gravità della stitichezza ed alle condizioni di salute del paziente, il medico potrà prescrivere farmaci appartenenti alle seguenti classi (quelle maggiormente utilizzate):

  • Antrachinoni (lassativi di contatto) che stimolano la motilità intestinale seppure non siano consigliabili per curare l’ostruzione intestinale ed abbiano effetti collaterali come crampi addominali;

  • Senna (come Agiolax, Xprep, Pursennid, Falquilax) che agisce in 8-12 ore, disponibile in polvere e solvente da assumere per via orale (1-2 cucchiaini la sera);

  • Bisacodile (come Stixenil, Dulcolax, Alaxa) che agisce nell’arco di 10-12 ore, da assumere per via orale o sottoforma di supposte (che agiscono in 20-60 minuti);

  • Docusato sodico (come Sorbiclis, Macrolax) da assumere per via orale.

 

Prevenzione e rimedi naturali

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Una corretta alimentazione, ad alto contenuto di verdure, frutta fresca, pane integrale e cereali, è la prima strategia da adottare per prevenire la stitichezza.

Un’abbondante assunzione di liquidi (specialmente tisane e decotti e infusi) permette di mantenere le feci morbide, facilitandone l’espulsione ed una costante attività fisica è altrettanto importante per mantenere un adeguato tono della muscolatura intestinale. Rimedi efficaci possono essere anche alcuni lassativi naturali che agiscono però in maniera direttamente proporzionale agli effetti indesiderati, stiamo parlando di aloe vera, senna, cascara, frangola e rabarbaro. Qui potete approfondire l'argomento: lassativi naturali. Vi consigliamo di leggere anche un articolo dove enunciamo 25 rimedi naturali per combattere la stitichezza. Scoprirete 20 alimenti anti stipsi come l'acqua di cocco, la frutta secca, la liquirizia e l'uvetta e 5 consigli fondamentali da osservare per debellare il problema dalla radice.

 

Biofeedback

In caso di stitichezza cronica causata da disfunzioni ano-rettali, si può ricorrere al biofeedback allo scopo di allenare i muscoli che controllano il transito intestinale.

Un sensore controlla l’attività muscolare che viene visualizzata tramite computer per una diagnosi approfondita della funzionalità organica: il fisioterapista usa queste informazioni per insegnare al paziente come ‘rieducare’ i muscoli per il corretto funzionamento di contrazioni e rilassamenti necessari alla regolare evacuazione.

 

Complicazioni

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Specie negli anziani, la stitichezza può generare la formazione di fecalomi (masse addominali derivanti da accumulo di feci) responsabili di occlusioni intestinali.

Può anche provocare emorroidi, fistole anali e, a lungo andare, anche prolasso della mucosa anale e comparsa di infezioni.

In caso di emorroidi e prolasso della mucosa anale, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

 

Consigli

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Si raccomanda di fare un’abbondante colazione per favorire lo svuotamento mattutino naturale, di bere circa 2 litri di acqua al giorno e di assumere giornalmente 30 grammi di fibre vegetali (legumi, frumento, crusca, cereali integrali, frutta fresca, verdure come asparagi, cavoletti di Bruxelles, cavoli e carote).

Sarebbe bene limitare (o evitare) cioccolato, carne, formaggi elaborati, riso, fegato e derivati della farina raffinata.

Praticare un’attività fisica regolare favorisce la motilità intestinale. Non ignorate mai l’urgenza di andare in bagno.

Stitichezza e gonfiore addominale

 

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La frequenza del movimento intestinale può variare notevolmente da una persona sana ad un'altra: il termine costipazione si riferisce anche a una riduzione delle normali “attività” intestinali di un individuo, mentre una diminuzione notevole della peristalsi intestinale, anche occasionale, può essere meglio definita con il termine stitichezza.

I movimenti intestinali sono fortemente influenzati da fattori dietetici e di stile di vita, come cambiamenti nella dieta o alimentazione poco equilibrata, stress, viaggi e così via, tutti fattori che possono produrre livelli diversi di stitichezza o diarrea.

La stitichezza colpisce giovani e meno giovani e in maniera occasionale, ma quando essa diventa persistente o cronica si sviluppano spesso una serie di sintomi aggiuntivi tra cui gonfiore addominale, sensazioni di pienezza, durezza a livello dello stomaco e dolore. Nausea, crampi allo stomaco, irritabilità, mal di testa, perdita di appetito completano il quadro dei disagi che si accompagnano alla costipazione.

Il gonfiore addominale in casi di stitichezza è una sensazione di pienezza nello stomaco o nell'addome,  che genera disagio e tensione e spesso può anche essere accompagnato da dolore addominale e flatulenza.

La pancia tende ad espandersi ossia diventa più grande del normale (distensione) proprio a causa di un eccessiva produzione di gas e può anche causare un notevole aumento di vari rumori e gorgoglii che provengono dall'intestino.

Le cause principali di tali sintomi possono essere l'eccesso di liquido nell'intestino o, più probabilmente, l'eccesso di gas prodotto dal processo digestivo.

La miscela di gas come ossigeno, idrogeno, azoto, anidride carbonica, metano e altri formati nell'intestino durante il processo digestivo può diventare un problema molto spiacevole.

Vediamo quali sono le principali cause che generano stitichezza e gonfiore addominale e come porvi rimedio.

 

 

Stitichezza e gonfiore addominale: le cause

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La stitichezza negli adulti ha molte cause possibili. A volte non c'è una ragione ovvia.

 

Le cause più comuni  della stitichezza includono:

  • Una dieta priva di nutrienti e povera di fibra;

  • Scarsa idratazione;

  • Vita sedentaria;

  • Tendenza a trattenere lo stimolo alla defecazione;

  • Cambiamenti alimentari drastici;

  • Stress, ansia o depressione.

 

La stitichezza e il gonfiore addominale possono essere associate a quattro fattori in particolare:

 

  1. Dieta

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Se è vero che la stitichezza si combatte anche a tavola aumentando il consumo di alimenti ricchi di fibre, è altrettanto vero che un'alimentazione poco equilibrata può favorire la stipsi e causare gonfiore addominale e un aumento dei gas intestinali.

Il gonfiore, in particolare, può anche essere causato dal consumo frequente di cibi troppo elaborati, ricchi di grassi, latticini, o da eccessivo consumo di alcolici o bevande gassate, oltre che da un uso smoderato di sale per condire le pietanze, spesso anche da una dieta con insufficiente apporto proteico.

Alcuni alimenti in particolare possono essere fattori scatenanti di stitichezza e disagio addominale: tra questi sicuramente il pane, come qualsiasi alimento che contenga glutine, come grano, segale e orzo.

Anche un improvviso cambiamento di dieta, l'assunzione di troppa aria durante la masticazione e la deglutizione, o il consumo eccessivo di fagioli, broccoli, cavolfiori, germogli, cavoli e cipolle può causare stitichezza e gonfiore addominale a causa dell'eccessivo contenuto di fibra introdotto.

 

 

  1. Intolleranze alimentari

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Stitichezza e gonfiore addominale possono anche essere causati da un'intolleranza ad un certo tipo di alimenti consumati regolarmente nella routine quotidiana, tra queste molto diffusa quella al glutine,  già menzionato.

E' consigliabile eliminare del tutto pane e prodotti contenenti glutine per almeno 3 settimane per sperimentare un miglioramento nel gonfiore.

Un'altra intolleranza alimentare molto comune è quella al lattosio, che può creare disagi a livello intestinale e accentuare il problema della stitichezza e del gonfiore addominale, anche in questo caso, per verificare una riduzione dei sintomi, è bene eliminare dalla dieta latte e derivati.

 

  1. Batteri

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Il gas nell'intestino, associato alla stitichezza, è spesso prodotto da batteri: l'equilibrio tra batteri buoni e cattivi nel nostro intestino è essenziale, e anche il minimo squilibrio (noto come "disbiosi") può portare a disagio nella migliore delle ipotesi, o malattia nel peggiore dei casi.

Una mancanza di probiotici nell'intestino può essere la ragione di quello squilibrio, e la causa del gonfiore, in primo luogo, quindi in questi casi potrebbe essere utile assumere un integratore probiotico di alta qualità.

 

  1. Ormoni

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Le donne spesso soffrono molto più spesso di gonfiore e stitichezza rispetto agli uomini.

Questo potrebbe essere dovuto a problemi gastrointestinali o condizioni ginecologiche o ad una combinazione dei due fattori.

Stitichezza e gonfiore possono spesso essere essere associati alle mestruazioni e all'attività ormonale o al periodo di gravidanza, proprio come effetto degli ormoni.

Oltre questi fattori comuni alla base della stitichezza e del gonfiore addominale, lo stress non è un elemento da sottovalutare!

Lo stress cronico in particolare può sopprimere il riflesso gastrocolico, un'azione inconscia controllata dal tratto gastrointestinale che normalmente innesca la peristalsi.

Poiché lo stress fa sì che il sangue e l'ossigeno vengano reindirizzati ai muscoli e al cervello, ciò significa che le funzioni secondarie come questa sono soppresse.

In altri casi, essere in situazioni stressanti può indurci a reprimere consapevolmente i nostri movimenti intestinali!

 

 

L'intestino è strettamente connesso al cervello: i due comunicano costantemente attraverso percorsi biochimici bidirezionali.

Lo stress è un termine ampio che può essere acuto o cronico e generalmente significa una minaccia per la nostra omeostasi, esso può disturbare la salute del nostro intestino alterando la motilità intestinale, la secrezione gastrica, la qualità intestinale, la permeabilità, la sensibilità viscerale e il flusso sanguigno della mucosa.

Ma non solo: incide anche sul tono dell'umore, sulla digestione, sul mantenimento del peso forma e sulla salute del cuoio capelluto, portando alla perdita di capelli e a dover ricorrere ad interventi immediati per non arrivare alla calvizie e quindi ricorrere a rimedi drastici come interventi chirurgici o tricopigmentazione (vedi su beautymedical.it).

La mucosa intestinale è composta da fibre nervose e corpi di cellule neuronali, motivo per cui è denominata cervello intestinale. Il "cervello dell'intestino" è influenzato dai segnali provenienti dal cervello, il che rende l'intestino una parte fondamentale del sistema nervoso. Ciò significa che il cervello può facilmente influire sulla funzione intestinale.

In conclusione, per ridurre stitichezza e gonfiore addominale è necessario intervenire con un'azione integrata e combinata su più fronti: dieta sana, vita attiva, riduzione dello stress e consultazione del parere del medico per accertarsi della presenza o meno di altre patologie.

Caffè e stitichezza

 

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Se il caffè è il segreto per rendere la tua giornata più produttiva e fa parte del tuo rituale quotidiano, allora saprai benissimo che stimola ogni parte del tuo corpo, dal tuo cervello al tuo tratto intestinale.

Non accade solo a te! Uno dei benefici meno discussi di una tazza di caffè è che può aiutare a facilitare i movimenti intestinali regolari per ragioni che gli scienziati non comprendono appieno.

In effetti, molti bevono caffè semplicemente per questo motivo, ma il caffè è davvero un modo sicuro ed efficiente per combattere la stitichezza?

Ognuno di noi metabolizza la caffeina in modo diverso ed è importante conoscere la soglia ovvero il limite di tolleranza di questa sostanza.

Coloro che metabolizzano in fretta riescono ad eliminare rapidamente la caffeina dal loro organismo mentre i “lenti metabolizzatori” manterranno più a lungo la caffeina in circolo, rendendosi più a rischio di ipertensione e infarto.

Così come gli effetti sulla salute variano da persona a persona anche il rapporto tra caffè e stitichezza può oscillare in base alle reazioni di ognuno di noi.

È anche importante indagare sulla causa principale che conduce ad una condizione di stitichezza: un individuo sano con un normale sistema digestivo non dovrebbe soffrire di episodi frequenti di stitichezza, se il tuo intestino non si muoverà senza un sorso di caffè, potrebbe significare che non ti  stai idratando correttamente, il consumo minimo per garantire una buona peristalsi intestinale dovrebbe essere all'incirca di 2 litri di acqua al giorno.

In che modo il caffè aiuta contro la stitichezza? Vediamo come dicono in proposito gli studi scientifici.

 

 

Caffè e stitichezza: cosa dicono gli studi

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Non ci sono prove scientifiche recenti su come il caffè influenzi le abitudini intestinali.

Ma uno studio del 2015 ha fatto notare che il caffè decaffeinato ha avuto un effetto significativo sui movimenti intestinali per quelli con ileo postoperatorio, rispetto al caffè e all'acqua contenenti caffeina.

L'ileo postoperatorio si riferisce a problemi digestivi che si verificano dopo un intervento chirurgico addominale. In questo caso, i pazienti studiati avevano subito un intervento chirurgico al colon.

Ci sono alcuni studi precedenti, risalenti agli anni '90, che affrontano la possibile connessione tra caffè e digestione.

Secondo uno di questi studi bere caffeina o caffè decaffeinato aumenterebbe la motilità rettosigmoidea, ossia il movimento all'intersezione dell'estremità del colon grande e del retto superiore.

Lo studio ha rilevato che questo movimento è aumentato nel giro di quattro minuti in circa il 29% dei partecipanti, mentre bere acqua calda non ha avuto lo stesso effetto.

Uno studio del 1998 inoltre ha rilevato che caffeina, caffè decaffeinato e un pasto da 1.000 calorie hanno stimolato il colon. Tuttavia, il caffè con caffeina ha stimolato il colon il 23 percento in più rispetto al caffè decaffeinato e il 60 percento in più rispetto all'acqua normale.

Dunque se è vero che il caffè può avere un effetto lassativo in alcune persone, ciò che non è ben chiaro è se questo stesso effetto sia provocato dal caffè o esclusivamente dalla caffeina in esso contenuta.

Dalle ricerche, di fatto, emerge che l'effetto del caffè contro la stitichezza non è dovuto esclusivamente alla caffeina, dal momento che il caffè decaffeinato ha mostrato lo stesso effetto o un effetto ancora maggiore.

Inoltre, la maggior parte delle persone analizzate nello studio non mostra alcuno stimolo all'evacuazione dopo aver bevuto altre bevande contenenti caffeina, come soda o bevande energetiche. Tuttavia, secondo la Fondazione internazionale per i disturbi gastrointestinali funzionali (IFFGD), il consumo eccessivo di bevande contenenti caffeina può causare perdita di feci o diarrea. E la caffeina nel caffè può agire come stimolante che potrebbe indurre la produzione di bile e aumentare i movimenti intestinali.

L'IFFGD indica anche che alcuni dolcificanti artificiali e il lattosio possono avere un effetto lassativo. Il lattosio è un tipo di zucchero presente nei prodotti caseari: se il tuo corpo non produce abbastanza enzimi necessari per digerire il lattosio, potresti avere sintomi come la diarrea.

 

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Anche i dolcificanti artificiali possono causare diarrea. Quindi, se aggiungi una quantità significativa di panna e zucchero al caffè e ti ritrovi in bagno poco dopo, potrebbe essere dovuto al lattosio o ad altri zuccheri, non al caffè stesso.

Un altro studio pubblicato dalla British Society of Gastroenterology ha suggerito che è l'acidità nel caffè che scatena la rapida reazione del nostro sistema digestivo al caffè stesso.

Secondo i ricercatori, il caffè ha un composto chiamato acido clorogenico che innesca livelli più alti di acido dello stomaco e anche una maggiore produzione di acido gastrico. Potrebbe essere proprio questo livello elevato di acidità generale a scatenare in modo violento le reazioni dello stomaco. Qualcosa nel caffè può anche innescare il rilascio di ormoni che aiutano la digestione, che accelererebbe i movimenti intestinali.

Il caffè aiuta a stimolare i muscoli del colon, portando alla peristalsi: quando essa si attiva, i muscoli del colon si contraggono e si rilassano per spingere il cibo digerito attraverso il sistema.

 

 

Caffè e stitichezza: il riflesso gastrocolico

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Il semplice atto di bere caffè o qualsiasi altra bevanda al mattino stimola un riflesso di defecazione noto come riflesso gastrocolico. Questo riflesso aiuta a far ripartire l'intestino ogni volta che mangi o bevi, anche se non esistono prove scientifiche che dimostrino che questo è il motivo per cui hai un movimento intestinale dopo aver bevuto caffè.

Tuttavia, per le persone con sindrome dell'intestino irritabile che hanno un riflesso gastrocolico ipersensibile, la ricerca suggerisce che il potenziale effetto lassativo del caffè può stimolare i movimenti intestinali subito dopo averne ingerito una tazza. Ecco perchè si consiglia spesso a chi soffre di stitichezza di bere caffè, soprattutto la mattina a stomaco vuoto.

Alcune persone credono che bere una bevanda calda al risveglio stimoli il sistema digestivo e porti ad un movimento intestinale.

In realtà il liquido caldo allarga i vasi sanguigni nel sistema digestivo e aiuta ad aumentare il flusso sanguigno e l'attività gastrointestinale. Dal momento che tutti non hanno bisogno di correre in bagno dopo aver bevuto un bevanda calda, ci possono anche essere altri fattori in gioco.

Di fatto il caffè non può essere considerato a tutti gli effetti un lassativo, ma piuttosto è un diuretico. In altre parole, se il caffè ti fa urinare di più e perdere liquidi, è più probabile che causi disidratazione e induca costipazione piuttosto che scatenare un movimento intestinale.

Ricerche più datate hanno dimostrato che sia il caffè classico che il caffè decaffeinato possono avere un effetto lassativo in una certa misura, mentre studi più recenti sono orientati più verso i ruoli specifici del caffè nella salute dell'apparato digerente. Non è chiaro il motivo per cui alcune persone sono colpite mentre altre no.

Può essere dovuto alla quantità di caffè che si beve, ad un disturbo intestinale preesistente.

Se soffri di stitichezza e bevi regolarmente caffè, limita l'effetto disidratante della caffeina nel caffè bevendo caffè decaffeinato (anche in cialde o capsule ndr cialdemania) o bevendo molte altre bevande che non contengono caffeina.

Non fare affidamento sul solo caffè per curare la stitichezza, aumenta gradualmente l'assunzione di fibre, aumenta i liquidi e fai più esercizio.

Ricordati solo di bere un caffè con moderazione: gli studi suggeriscono che il consumo medio di caffè con il massimo beneficio è di circa tre tazze al giorno. Parla con il tuo medico se la tua stitichezza non si risolve dopo aver apportato questi cambiamenti dietetici e di stile di vita.